Passpartù 16: La rivoluzione in giallo
A cura di Marzia Coronati • 22 gennaio 2010Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo? Queste sono le domande che si sono poste quattro donne che vivono in Italia. Per sapere qual’è la risposta bisognerà aspettare il primo marzo, il giorno in cui, grazie alla volontà di queste quattro menti, si realizzerà un grande evento: uno sciopero a cui sono invitati a partecipare tutti coloro che credono che il lavoro migrante rappresenti una risorsa unica per il nostro paese e che perciò vada correttamente tutelato.
L’idea è stata mutuata dalla Francia, che a sua volta si è ispirata al grande movimento lanciato nel 2006 dalla comunità ispanica che vive negli Stati Uniti. In questa puntata di Passpartù capiremo come è nato tutto ciò,cosa succederà durante quel giorno e come ci si sta preparando al grande evento. In chiusura, Ritmi, l’angolo musicale curato da Elise Melot, buon ascolto!
Una grande manifestazione non violenta che attraverserà tutto il paese per far capire all’opinione pubblica italiana quanto sia determinante l’apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società. Un movimento che nasce meticcio e che riunisce al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Una iniziativa a cui si può partecipare astenendosi dal lavoro, ma anche evitando di consumare durante quel giorno, o semplicemente indossando qualcosa di giallo, colore di riferimento di Primo marzo 2010 perché considerato il colore del cambiamento ma anche per la sua neutralità politica.
L’iniziativa, come abbiamo annunciato in sommario, si collega e si ispira a “La journée sans immigrés: 24h sans nou”, il movimento che in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati sempre per il 1 marzo 2010. Noi abbiamo raggiunto Nadia Lamarkbi, la giornalista francese di origine marocchina che per prima ha pensato a mettere in piedi lo sciopero, le abbiamo chiesto innanzitutto come l’idea ha iniziato a farsi realtà:” Durante un incontro del partito di Sarkozy, l’ Unione per un Movimento Popolare, il ministro Hortefeux ha usato parole razziste contro un militante UMP di origine magrebina. Dopo questa ennesima provocazione, dopo i patetici tentativi che ha fatto per giustificarsi, ho creato un gruppo su Facebook, insieme ad alcune persone che neanche conoscevo. Ci siamo detti “dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo mettere un freno a questa trasformazione della società, sempre più stigmatizzante e discriminante”. E allora perché non lanciare un movimento come quello che c’era stato negli Stati Uniti nel 2006, A day without immigrant” in cui la comunità ispanica aveva organizzato una giornata di non-partecipazione alla vita economica e un corteo nelle strade di Los Angeles.Ecco come è cominciato”.
Il messaggio che vogliamo fare arrivare all’opinione pubblica, ha spiegato Lamarkbi, è semplicemente quello di rendere noto l’apporto essenziale dell’immigrazione alla Francia, una nazione che si è costruita con e grazie all’immigrazione. Le persone immigrate o discendenti dall’immigrazione sono una forza viva, che lavora, che consuma, che paga le tasse. Membri attivi e importanti dell’economia. “Il 10% degli imprenditori è migrante o proviene dall’immigrazione. Sappiamo che in alcuni settori, nell’edilizia per esempio, piu del 60% dei lavoratori proviene dall’immigrazione o è immigrato. Ad esempio, nel settore della costruzione delle automobili, c’è una forte proporzione di lavoratori migranti o figli di immigrati. E’ anche il caso del settore dei servizi. Quello che bisogna capire, è che non siamo parlando soltanto di operai ma anche di creatori di imprese, persone che lavorano nel settore dei servizi, persone che hanno posti di responsabilità, nelle banche, a tutti i livelli della gerarchia economica e in tutti i settori”.
E il discorso non è solo ascrivibile alla Francia. In Italia infatti i quattro milioni e mezzo di lavoratori di origine straniera contribuiscono al 10% del prodotto interno lordo, il 12% delle pensioni è pagato anche dal lavoro migrante, mentre il 15% dell’economia locale che gira è dovuta al lavoro migrante. Al 2008 erano 165.114 gli immigrati titolari d’impresa. Uno ogni 33 imprese registrate in Italia.
E’ proprio per portare all’attenzionde dell’opinione pubblica l’esistenza di questa fetta consistente di economia che Francia e Italia hanno deciso di realizzare questo sciopero, il cui tamtam è iniziato in entrambi i casi attraverso internet, e ora si sta diffondando con la creazione di comitati in diverse regioni. La giornata prevede una serie di iniziative che si svolgeranno contemporaneamente in tutto il paese. Come ha spiegato Daima Quintero, sono previste anche diverse forme di partecipazione per chi non può astenersi dal lavoro.
Mentre in Francia già due sindacati hanno aderito, in Italia nessun sindacato sinora si è dichiarato entusiasta davanti a questa iniziativa. Ma perchè? noi ne abbiamo parlato con Moulay El Akkioui, segretario generale settore migranti della Fillea Cgil, “lo sciopero non può diventare uno strumento di separatismo tra i lavoratori” dichiara El Akkioui. Ma in realtà l’invito ad aderire è esteso a tutti, anche agli autoctoni. Le adesioni al primo marzo stanno arrivando numerose, e sembra che parteciperà anche la Spagna con una marcia e la Grecia con uno sciopero dei consumi.
In vista del primo marzo, numerose iniziative e incontri si stanno promuovendo su tutto il territorio nazionale. Il 31 gennaio per esempio a Bologna il Coordinamento migranti ha organizzato una giornata chiamata “giornata senza permesso”, a cui sono invitai a partecipare tutte le persone interessate ad approfondire le tematiche relative al lavoro migrante. La mattina del 31 gennaio sono previste attività per le famiglie, un pranzo e poi in serata un dibattito sul pacchetto sicurezza, sul lavoro, sulla clandestinità. L’appuntamento è a Bologna in via Papini, per informazioni visitare il sito http://www.coordinamentomigranti.splinder.com/, mentre per chi volesse sapere di più sulla giornata del primo marzo o aprire un comitato vi invitiamo a visitare il blog http://primomarzo2010.blogspot.com/.
Ospiti della puntata: Nadia Lamarkbi, Daimarely Quintero, Moulay El Akkioui, Baz
In redazione: Elise Melot
Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati



