Gaza Freedom March: siamo al Cairo, speriamo che il governo egiziano cambi idea

Primo appuntamento con il diario radiofonico della Gaza Freedom March, una iniziativa internazionale non violenta per interrompere l’assedio che affama il milione e mezzo di palestinesi murati vivi nei 40 chilometri quadrati della Striscia di Gaza da ormai 3 anni. Nei giorni dell’anniversario dell’offensiva israeliana contro la Striscia, che ha lasciato sul campo 1400 morti e la distruzione pressoch? totale di ogni infrastruttura, 1500 attivisti provenienti da 42 nazioni stanno convergendo al Cairo per attraversare in una marcia non violenta il valico di Rafah, l’unico confine tra Gaza ed il mondo esterno se si esclude Israele. Con l’aiuto dell’inviato del Manifesto Michele Giorgio seguiremo quotidianamente le vicende della Marcia fino al 2 gennaio, giorno in cui le delegazioni internazionali comincieranno a far ritorno ai paesi d’origine. La rubrica sar? di circa 15 minuti e sar? disponibile anche attraverso Facebook e Twitter.

  • Gli ospiti di questo primo appuntamento:
  • Michele Giorgio, il Manifesto
  • Luisa Morgantini, ex vicepresidente del Parlamento Europeo

Ascolta il diario dal blog di Scirocco

Gli aggiornamenti:

La tensione tra Egitto e Gaza ? altissima dall’inzio della costruzione di un nuovo muro sul confine meridionale della Striscia, un muro che si incunea nelle profondit? della terra per 18 metri in modo da impedire l’uso dei tunnel che in questi tre anni hanno consentito alla popolazione di Gaza di alleggerire lievemente l’ assedio criminale cui ? sottoposta. Proprio queste tensioni sarebbero alla base del divieto egiziano e le notizie d’ultimora non sono incoraggianti:
gli appelli a lasciar passare la marcia che hanno tempestato le ambasciate egiziane in tutto il mondo non hanno convinto le autorit? del Cairo, che hanno anzi citato i “messaggi antiegiziani giunti da pi? parti” come ulteriore motivazione per bloccare la mobilitazione. Intanto il convoglio “Viva Palestina”, che doveva arrivare nella Striscia proprio nel giorno dell’anniversario dell’operazione Piombo Fuso e che era partito dal Regno Unito il 6 dicembre con un carico di aiuti umanitari, ? stato bloccato ad Aqaba (in Giordania) perch? l’ Egitto nega i permessi di ingresso nel paese. Qualche spiraglio d’ ottimismo viene invece dall’ultimo comunicato del comitato promotore della Marcia, pare che la prossima settimana il valico di Rafah sar? aperto per 4 giorni, ma che l’apertura sar? a vantaggio esclusivo dei palestinesi in stato di forte necessit? e non coinvolger? gli attivisti, che tuttavia sperano di poterne approfittare e non si lasciano scoraggiare.
Appelli alla mobiltazione e dichiarazioni di sostegno o adesione alla Marcia arrivano da ogni luogo, dai comitati popolari di Bil’in e Nil’in, paesi simbolo della lotta non violenta contro il muro in Cisgiordania, fino ad arrivare alle reti di ebrei pacifisti in tutto il mondo, le chiese cristiane Palestinesi, dall’esperto dell’ ONU Richard Falk, che chiede sanzioni contro Tel Aviv fino ad arrivare a tutte le fazioni palestinesi, organizzazioni sindacali e pariti di ogni parte del mondo, veterani della lotta contro l’ apartheid sudafricana e reduci dell’olocausto nazista.
Sono molti i nomi noti tra i sostenitori della Marcia e nei giorni in cui ci sar? la mobilitazione sono previste decine di iniziative a suo sostegno in tutto il pianeta, per avere un idea dei sostenitori eccellenti e delle mobilitazioni ? sufficiente visitare il sito della Marcia o il canale youtube oppure ancora i gruppi facebook, per quella che si annuncia come una mobilitazione globale anche sul web. Un calendario incompleto delle iniziative italiane ? invece sul sito degli amici di Radio Citt? Aperta (Roma)

Il comitato organizzatore della Gaza Freedom March continua ad invitare tutti a far sentire la propria voce per chiedere al Cairo di cambiare posizione, inviando le proprie proteste per email o per fax o chiamando le ambasciate egiziane. Sul sito del Forum Palestina ci sono gli estremi per inviare i vostri appelli mentre su quello di Action For Peace ? presente anche un form precompilato pronto all?invio.

Di seguito l’appello intorno al quale ? stata organizzata la marcia:

Appello Internazionale per la Gaza Freedom March

L’assedio israeliano di Gaza ? una flagrante violazione del diritto internazionale che ha portato alla sofferenza di massa. Gli Stati Uniti, l’Unione Europea, e il resto della comunit? internazionale sono complici.

La legge ? chiara. La coscienza dell’umanit? ? scossa. Eppure, l’assedio di Gaza continua. ? giunto il momento di agire! Il 31 dicembre 2009 concluderemo l’anno marciando al fianco del popolo palestinese di Gaza in una manifestazione nonviolenta per rompere il blocco illegale.

Il nostro scopo in questa marcia ? rompere l’assedio di Gaza. Chiediamo che Israele ponga fine al blocco. Chiediamo anche all’Egitto di aprire la frontiera di Gaza a Rafah. I palestinesi devono avere la libert? di viaggiare per motivi di studio, di lavoro, e di cura e anche di ricevere visitatori provenienti dall’estero.

Essendo noi una coalizione internazionale, non spetta a noi sostenere una soluzione politica specifica a questo conflitto. Eppure la fiducia nella nostra comune umanit? ci spinge a chiedere a tutte le parti di rispettare e sostenere il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali per porre fine all’occupazione militare israeliana dei territori palestinesi del 1967 e per perseguire una pace giusta e duratura.

La marcia potr? avere successo soltanto se risveglier? la coscienza dell’umanit?.

Vi invitiamo tutti ad unirsi a noi.

La Coalizione internazionale per la fine dell’assedio illegale di Gaza

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