Passpartù 08: La rotta per l’Inghilterra
A cura di Marzia Coronati • 27 novembre 2009
Torniamo a parlare dei migranti che tentano di raggiungere l’Inghilterra attraversando La Manica. Sono curdi, somali, eritrei, afgani che vivono lungo le coste francesi, in attesa di aggrapparsi sotto il tir giusto. Dormono in baraccopoli spontanee, costruite con mezzi di fortuna. Il 22 settembre a Calais, una delle regioni dove c’è il più alto numero di migranti, c’è stato un violento sgombero che ha portato all’arresto di 140 persone di origine afgana. L’ultimo di una lunga serie. In chiusura, Ritmi, la nostra rubrica musicale, ci porterà in Grecia.
Calais è a soltanto 35 kilometri dall’Inghilterra, paese che tanti migranti cercano di raggiungere. Senza documenti, hanno un’unica possibilità: salire su un tir e sperare di arrivare in un porto inglese. Mentre aspettano il passaggio, si arrangiano in campi spontanei, le cosddette “jungle”. Il 22 settembre, l’attuale Ministro dell’immigrazione e dell’identità nazionale Besson ha ordinato lo sgombero della più famosa e grande jungle della regione, quella di Calais.Un’enorme operazione che secondo l’associazione Cimade, l’unica ad essere presente all’interno dei centri di detenzione per migranti francesi, si è conclusa con l’arresto di 140 persone, fortunatamente subito dopo liberati. Ma gli sgomberi avvengono periodicamente, eppure non sempre se ne parla nella stampa francese. Per quello sgombero invece, tutte le testate erano presenti. Per Aissa Zaibet, volontario dell’associazione MRAP di Dunkerque, altra cittadina del litorale nord, lo sgombero di Calais è stato un’operazione meramente mediatica. “Avvengono spessissimo sgomberi su tutto il territorio francese. E’sempre lo stesso scenario che ritorna: arresto, sgombero, liberazione e ricostruzione” ha detto Zaibet.
Lo sgombero del 22 settembre scorso però rappresenta una novità per la Francia: si tratta della prima operazione di arresto collettivo di persone di orgine afgana. Le cose per questa comunità sembrano cambiate molto. Mentre prima gli afgani che si trovavano sul territorio francese senza documenti correvano solo il rischio di essere rinviati in un altro paese europeo (la Grecia o l’Italia), oggi rischiano anche di essere rimpatriati. Pochi giorni dopo lo smantellamento di Calais infatti, il 6 ottobre, un charter carico di afgani partito da Londra si è fermato a Calais, dove tre altri afgani sono stati costretti a salire a bordo. Destinazione: Kabul. E’ la prima volta che degli afgani sono rimpatriati dalla Francia.
Molto probabilmente queste persone tenteranno di nuovo di raggiungere l’Europa, passando ancora per carovane, tir, barche, jungles, centri di detenzione, caserme di polizia. Un viaggio senza fine.
Ospiti della pUntata: Sylvie Copyans, Caroline Larpin, Aissa Zaibet
In redazione: Elise Melot
Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati



