Alba Adriatica, disinnescare la rabbia.

C’è ancora tensione nella città della costa abbruzzese, dopo l’esplosione di violenza contro la comunità rom locale avvenuta a seguito dell’uccisione del 37enne Emanuele Fadani ad opera di tre ragazzi rom, una tensione che si sta propagando anche alle cittadine vicine come Giulianova. La Federazione Romanì, oltre a rinnovare la condanna per il barbaro omicidio di Fadani e la solidarietà con la famiglia della vittima, ha intenzione di organizzare un incontro tra gli abbruzzesi “normali” e quelli appartenenti alla minoranza rom per far sapere come questa sia una minoranza produttiva, di gente che lavora e che spesso è laureata. La comunità rom vive in modo stanziale in Abruzzo da molte generazioni, abitando case “normali” e lavorando come gli altri, ed ha persino preso parte alla resistenza durante il nazi fascismo offrendo il proprio tributo di sangue alla liberazione dell’ Italia ed alla costruzione delle sue istituzioni democratiche. Gli assalti alle case e le scene da guerriglia urbana della scorsa settimana hanno riportato alla memoria degli anziani della comunità rom abbruzzese proprio gli anni del nazi fascismo, quando per loro come per gli ebrei ci fà la persecuzione razziale ed il tentativo di sterminio che dimezza la popolazione romanì d’Europa, il “porrajmos”.

Top