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Passpartù 01: Eritrea – Italia – Libia, il triangolo del business

A cura di Marzia Coronati • 9 Ottobre 2009

Volevamo inziare la stagione con delle buone notizie, ma non potevamo non parlare di quello che sta accadendo in queste settimane in Libia. Le deportazioni dei migranti che vivono in questo paese, iniziate ormai diverso tempo fa, in queste ultime settimane si stanno facendo sempre pi? frequenti. Particolare la situazione degli eritrei, perseguitate dalle spie del dittatore eritreo. Dopo l’approfondimento di questa puntata, le vostre orecchie saranno allietate? dai suoni scelti per voi dalla nostra Elise Melot, che anche quest’anno chiuder? la trasmissione con Ritmi, la rubrica di contaminazioni e incroci musicali.

Ad essere deportati in Libia non sono solo i numerosi reclusi nei centri di detenzione per migranti – strutture costruite anche con il denaro italiano – ma anche le persone che vivono ormai da tempo nella nazione africana. Pu? capitare di passeggiare tranquillamente per le vie di Tripoli, essere affiancati da un camion delle forze dell’ordine e deportati al confine solamente per avere la pelle nera. Lo ha raccontato Roman Herzog, giornalista dell‘associazione Audiodoc e autore dell’audio-documentario “Noi difendiamo l’Europa”. Da maggio 2009 l’Italia e l’agenzia di controllo delle frontiere Frontex respingono le imbarcazioni dei migranti che tentano di arrivare sulle nostre coste in questo paese. Da stato canaglia, la nazione di Gheddafi ? diventata un apprezzato partner a cui affidare la protezione dei profughi in cambio di petrolio gas e commercio. Herzog e il suo collega Gabriele Del Grande sono andati a indagare per capire che fine fanno queste persone e gli altri? sessantamila profughi migranti reclusi ogni anno nelle carceri libiche. Herzog e? Del grande sono stati i primi giornalisti a riuscire entrare nei centri, neanche Human Rights Watch e Amnesty International, in visita al paese lo scorsa primavera, erano riusciti a farsi dare il permesso.

In Libia vivono decine di migliaia di persone provenienti dall’Africa subsahariana, etiopi, sudanesi, congloesi, nigeriani, somali, eritrei, molti scappano da paesi in cui la vita ? impossibile, come in eritrea, ultima dittatura comunista dell’Africa, dove il dittatore Isaias Afewerki ha commesso un record di atrocit? che secondo le Nazioni Unire batte quello della Corea del Nord. La vita degli eritrei in patria ? cos? difficile che in molti hanno deciso di scappare, e lo scorso anno il 10 per cento delle persone sbarcate a Lampedusa proveniva proprio da questo paese. Oggi gli eritrei rappresentano la prima nazionalit? di rifugiati in Italia.

Nonostante ci?, sembra che l’Italia stia puntando ormai da tempo all’ex colonia. L’elenco delle aziende presenti ad Asmara ? gi? lungo, come annunciato da un articolo a firma di Fabrizio Gatti e Claudio Pappaianni pubblicato in questi giorni da L’Espresso Dai progetti di Italcantieri gestita da uomini in affari con Paolo Berlusconi, il fratello, agli imprenditori casertani in contatto con prestanome dei casalesi, fino al finanziamento di 122 milioni di euro in quattro anni concesso il 7 settembre dalla Commissione europea grazie alla mediazione italiana.
Sembra poi che Afewerki e i suoi uomini sono spesso in visita nel nostro paese. Si organizzano incontri privati tra imprenditori e uomini di governo mascherati da festival culturali e sociali. Lo scorso 18 settembre il ministro degli Esteri Franco Frattini ha ricevuto il collega Osman Saleh e il consigliere politico del dittatore Yemane Ghebreab. Durante gli incontri a margine, la delegazione eritrea ha confessato il suo apprezzamento per i respingimenti degli esuli verso la Libia decisi dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Il dittatore di Asmara preferirebbe insomma che i suoi esuli rimangano imprigionati nelle carceri libiche, perch? da l? sono pi? controllabili. Alcuni mesi fa, raccontano Gatti e Pappaianni nel loro articolo, gli 007 di Gheddafi hanno informato il servizio segreto eritreo che a Misurata erano arrivati dal deserto cinque migranti diversi dagli altri.medici, infermieri e guardie in servizio nel lager di Eiraeiro, il campo di massimo isolamento dove il dittatore dal 2001 tiene rinchiusi gli oppositori . I cinque, volevano denunciare in Italia quello che sapevano sui detenuti politici torturati o uccisi. Gli 007 libici li prelevano e con un volo li riportano in Eritrea. Di loro oggi non si sa pi? nulla.

Ospiti della puntata: Roman Herzog, Michele Bombassei, Dania Avallone
In redazione: Elise Melot
Passpart? ? un programma a cura di Marzia Coronati

 
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3 Responses »

  1. Seguite http://www.eritrea eritrea. Le verità sono “sconvolgenti”.
    Saluti ed auguri.
    Walter

  2. L’indirizzo preciso è http.//www.eritrea eritrea (due volte eritrea!). Così sapete anche come il sig. Gatti sia stato “sgamato” al Consolato eritreo a Milano. Bastava un poco di onestà e non presentarsi come un cassaintegrato che vuole fare la vacanza in Eritrea. Gatti…che figura di m……
    Mi scuso e porgo cordiali saluti ed auguri.

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