Adriatico: il campo minato in fondo al mare

Dalle bombe a grappolo a quelle all’uranio impoverito, da quelle al fosforo a quelle a base di aggressivi chimici, sono migliaia gli ordigni che giaciono sul fondo del Mare Adriatico. Si tratta di bombe sganciate  “per motivi di sicurezza” dai caccia NATO sulla via del ritorno verso le basi in territorio italiano negli anni dei conflitti balcanici e di residuati della seconda guerra mondiale. Migliaia di bombe inesplose trascinate dalle correnti ed esposte all’erosione che spesso finiscono nelle reti dei pescatori e talvolta causano incidenti gravi. L’ Alleanza Atlantica ha indicato 6 aree utilizzate come discarica per le armi e i serbatoi ausiliari dai caccia, ma non ha smentito la notizia diffusa da Gianni Lannes dalle colonne del  settimanale Left, secondo cui le aree coinvolte sarebbero almeno 24 lungo tutta la costa orientale della penisola. Nonostante numerose interrogazioni parlamentari poco o nulla si sta facendo per la bonifica dell’ Adriatico.

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