Il triste destino delle barche dei migranti
A cura di Marzia Coronati • 28 Settembre 2009Se non finiscono sepolte nei nostri fondali per qualche avaria, le imbarcazioni dei migranti provenienti dal Nord Africa non vanno incontro a un destino migliore. Abbandonate in acqua per giorni, saranno affondate dai pescatori o sequestrate dalle autorit? marittime per poi essere depositate in misteriose discariche.
Le imbarcazioni di migranti che giungono a largo delle coste italiane sono tenute a fermarsi e avvisare la Guardia Costiera prima di raggiungere la terraferma, comunicano il punto in cui si trovano e attendono le autorit? marittime in mezzo al mare. Una volta arrivate, le forze dell’ordine fanno salire i migranti sulle loro motovedette e li conducono fino alla costa, mentre le imbarcazioni su cui viaggiavano vengono lasciate l? dove si trovano. Secondo le nostre leggi, quegli scafi da quel momento in poi sono da considerarsi sotto sequestro, e, di norma, dovrebbero essere recuperati dalla Guardia Costiera e condotti in terraferma. Molte volte per? accade che le barche restano abbandonate per giorni.
Un pescatore di Lampedusa ha raccontato di avere affondato lui stesso alcuni scafi, per evitare incidenti notturni: “Sapete cosa vuol dire sbattere su uno scafo quando si va a venti nodi? Sarebbe un impatto spaventoso”.
Le barche recuperate dalla Guardia Costiera invece giacciono in discariche nell’entroterra lampedusano, l? rimangono per mesi, fino a quando l’invaso non riesce pi? a contenere neanche uno spillo, a quel punto – ha spiegato Giusy Nicolini di Legambiente Lampedusa – un’ordinanza di urgenza impone la triturazione del legno degli scafi – senza considerare se sono in buono stato o meno – e la spedizione del triturato in Sicilia. I motori fuoribordo invece vengono asportati e spesso finiscono nel mercato nero.


