ONU: crimini di guerra e contro l’umanità durante l’attacco israeliano a Gaza
A cura di Khaldoun • 16 settembre 2009Lo avevano sostenuto le fonti palestinesi, le ONG internazionali come Amnesty o Human Rights Watch, quelle israeliane come B’Tselem, ma ora a dirlo è un inchiesta delle Nazioni Unite: durante l’ operazione “Piombo Fuso” l’esercito israeliano non ha fatto abbastanza per minimizzare le vittime civili, isolando la Striscia di Gaza ed impedendo i rifornimenti ha imposto una punizione collettiva alla popolazione ed ha usato irresponsabilmente armi pericolose in zone densamente abitate. Ovviamente il giudice sudafricano incaricato dall’ ONU, Richard Goldstone, non ha dimenticato le violazioni del diritto internazionale costituite dai razzi di Hamas, ma dalle 574 pagine del suo rapporto emerge la sproporzione tra i crimini commessi dalle due parti.
La missione investigativa delle Nazioni Unite guidata da Goldstone si è avvalsa di testimonianze, immagini, rilievi sul campo e delle statistiche delle agenzi ONU attive nell’area, non ha goduto della piena collaborazione da parte di Tel Aviv che mette in discussione l’ effettiva imparzialità della missione. Secondo il rapporto la capacità di pianificazione militare, l’uso delle migliori tecnologie disponibili e le dichiarazioni delle autorità Israeliane che sostengono che non ci sarebbero stati molti errori negli attacci evidenziano un piano deliberato di pressione sull’intera popolazione di Gaza senza distinsioni tra obiettivi militari e civili, una distinsione che è principio fondamentale del diritto umanitario internazionale. Gli attacchi di Israele hanno minato l’accesso della popolazione di Gaza ai più elementari beni di sussistenza, al lavoro, alle infrastrutture sanitarie e civili che in buona parte sono state distrutte.
Dall’altra parte della barricata sono invece sotto accusa i lanci di razzi dalla Striscia di Gaza: anch’essi non hanno fatto distinzione tra obiettivi civili o militari sia per le caratteristiche artigianali delle armi sia deliberatamente. Il rapporto segnala anche arresti arbitrari da parte delle autorità palestinesi ed un clima di impunità generalizzata all’interno della Striscia.
Il rapporto di Goldstone raccomanda la formazione di una commissione indipendente in seno al Consiglio di Sicurezza cui le autorità palestinesi ed israeliane debbano render conto delle violazioni segnalate dalla missione investigativa entro 6 mesi, se le risposte saranno insufficenti o insufficenti Goldstone auspica che la faccenda passi nelle mani della Corte Penale Internazione. Il governo di Tel Aviv ha già respinto il rapporto definendolo “schierato” e “già scritto prima dell’indagine”, esponenti della destra israeliana accusano Richard Goldstone, un ebreo sudafricano che ha contribuito a scrivere la parola fine all’ apartheid, di antisemitismo, mentre il ministro degli esteri Lieberman parla di “una pagina vergognosa per le Nazioni Unite”. Da parte palestinese Hamas accusa anchessa di parzialità il rapporto, che metterebbe sullo stesso piano gli aggressori e le vittime.



