Giornaliste: c’è spazio solo se belle e solo in tv

Il giornalismo non fa eccezione: come in tutte le professioni “prestigiose” a raggiungere i vertici sono quasi esclusivamente gli uomini. Nonostante una crescita del numero di giornaliste, inviate e redattrici il “gender divide” è lontano dall’esser colmato, tuttavia le donne non sono più relegate nelle cronache di costume e in quella rosa ma oggi si confrontano con temi difficili come la politica o la cronaca giudiziaria, campi una volta appannaggio sopratutto maschile.

Un certo maschilismo si percepisce anche nella scelta delle notizie e nell’immagine della donna come viene rappresentata dai nostri media: nella maggior parte dei casi le donne protagoniste dei servizi giornalistici sono vittime o carnefici in fatti di sangue o sono protagoniste della cronaca rosa e di costume, quasi mai sono protagoniste di “belle notizie” o storie di successo. Da rilevare che nel racconto della nostra stampa spesso le donne vengono identificate in base al loro ruolo famigliare, “moglie di…” “figlia di…”, e rappresentate attraverso gli stereotipi ben radicati nella società italiana.

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