Respingimenti: l’ UNHCR accusa le autorità italiane di aver usato la forza

Nuovo attacco dell’alto commissariato ONU per i rifugiati, l’UNHCR, alla politica dei respingimenti in mare delle navi di migranti dirette verso le coste italiane. L’episodio sotto accusa risale al 1 luglio, giorno in cui la nave italiana Orione ha riconsegnato in mani libiche 82 migranti intercettati e, secondo le testimonianze raccolte dall’ UNHCR, maltrattati e privati dei documenti. Oltre 70 degli 82  migranti respinti sono in fuga dall’ Eritrea, paese del corno d’ Africa legato al nostro passato coloniale, e si trovano oggi nei centri di detenzione libici. La stragrande maggioranza dei cittadini eritrei che hanno ne hanno fatto richiesta nel nostro paese nel 2008 si sono visti riconoscere lo status di rifugiati o altre forme di protezione, è chiaro quindi che le commissioni che valutano l’idoneetà di tali richieste sono unanimamente concordi nel ritenere che i cittadini eritrei non possano essere rimpatriati senza metterli in grave pericolo, preoccupa quindi che i migranti raccolti il 1 luglio siano stati consegnati alle autorità libiche dato che Tripoli non ha firmato la convenzioni ONU sui rifugiati e quindi non offre sufficenti garanzie.

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