Passpartù 37: scenari futuri

Le persone di orgine straniera che vivono nel nostro paese  cambieranno l’Italia di domani? Noi crediamo che  i migranti salveranno l’Italia,  a patto che l’Italia salverà loro. In chiusura , Ritmi ci porterà tra i suoni dei peggiori ghetti del Sud Africa.

Dopo avere sentito i pareri di studiosi italiani abbiamo cercato di inquadrare la questione in un’ ottica europea insieme al sociologo Ivan Ureta Vaquero, dell’Istituto studi mediterranei di Lugano.
Secondo una recentissima ricerca, gli immigrati italiani risentono della scarsa mobilità sociale più degli italiani stessi, ma hanno la fortuna di godere di un valore aggiunto rispetto ad altri paesi europei: un sistema scolastico che non tende a separare ma piuttosto tende all’universalità.
Ma il sistema educativo da solo non basta, prima bisogna cambiare i termini del dibattito politico, guardando all’immigrazione in termini pro-attivi e considerando i migranti una risorsa per il nostro paese. Il sistema scolastico insomma deve andare di pari passo con le politiche relative all’ingresso, il soggiorno, la cittadinanza.

La mobilità sociale che ha causato e causa la fuga dicervelli a cui l’Italia assiste ormai da tempo, colpisce i migranti o i figli di immigrati in maniera particolare, e oggi aumenta anche il numero di persone italiane figle di stranieri che tentano la fortuna in altre nazioni.

La società sembra sempre più lasciarsi manipolare dai mezzi di comunicazione, che giocano sulle paure dei cittadini accostando il tema immigrazione  al concetto di sicurezza. Una manipolazione che negli ultimi giorni si è giocata in Italia sul discorso dei respingimenti. La politica dei respingimenti però non potrà essere sbandierata dai suoi fautori con molta facilità, dal momento che respingere potenziali richiedenti asilo nel loro paese di provenienza  è illegale, perchè in contrasto con le Convenzioni di Ginevra e le norme nazionali. Così in questi giorni assistiamo aun rimpallo di responsabilità tra forze dell’ordine italiane, libiche , greche. Il respingimento del 1 luglio ad esempio, avvenuto a largo del Canale di Sicilia, è stato raccontato dai giornali nazionali in tre versioni differenti: Libero ha scritto che gli 89 migranti respinti sono stati ospitati per una notte nel centro di Lampedusa, versione che ci è stata subito smentita dagli operatori del centro; sul Corriere della Sera e su Repubblica si leggeva che le persone erano state soccorse e in seguito lasciate su una piattaforma Eni di fronte alle coste libiche, per poi dare la smentita poco dopo: gli 89 sarebbero stati consegnati direttamente a una motovedetta libica.

Se l’Italia ha iniziato solo il 7 maggio a attuare la politica dei respingimenti, politiche simili erano già state messe in atto in passato da altre nazioni, come la Spagna e la Grecia. L’impatto sull’opinione pubbica di questa “campagna della paura” è evidente, ed è stato evidenziato anche dalle ultime elezioni europee, dove in molti paesi hanno vinto partiti di destra xenofobi e razzisti. Ma quali sono i paesi europei con le migliori politiche migratorie? “Qunado l’economia è florida, anche le politiche migratorie sono migliori” spiega Ureta “ma l’economia migliora quando la gente può circolare liberamente”. Insomma, sembra un cane che si morde la coda.

Il brano porposto da Ritmi era “Ghetto Fabulous” di Zola 7

Ospiti della puntata: Ivan Ureta Vaquer, Maya Ciani, Cesare Pinelli

In redazione: Elise Melot

Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati

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