Libertà di espressione: Il Governo peruviano revoca la licenza a Radio La Voz

Radio La Voz, l’emittente peruviana che durante i sanguinosi scontri del 5 giugno tra polizia e indigeni ha trasmesso la cronaca di quanto stava accadendo, è stata costretta a spegnere i microfoni. A pochi giorni dai fatti di Bagua il Governo peruviano ha revocato alla radio la licenza a trasmettere.

Bagua, Nord del Perù. Il 12 giugno Carlos Flores Borja, direttore di Radio La Voz de Bagua Grande, riceve una risoluzione firmata dal Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni, in cui si dichiara ufficialmente che l’emittente non ha più l’autorizzazione a trasmettere. La radio aveva avuto un ruolo centrale durante gli scontri che hanno insanguinato il paese il 5 giugno, quando una violenta rappresaglia tra forze dell’ordine peruviane e comunità native ha causato decine di vittime e feriti. In quel giorno infatti trasmetteva dati e fatti riportati dai corrispondenti che si trovavano nel luogo del conflitto.

“Siamo certi che il Governo ci abbia revocato la licenza perchè il 5 giugn, abbiamo raccontato cosa stava realmente accadendo” ha dichiarato Flores Borja. “Le minacce del Ministro degli Interni Mercedes Cabanillas si sono concretizzate: infatti ci avevano già annunciato in precedenza che avrebbero cancellato l’autorizzazione a trasmettere perchè, secondo loro, incitavamo alla violenza”.

Il direttore di Radio La Voz ha annunciato che gli avvocati dell’emittente radiofonica stanno già preparando una misura cautelare per impugnare la risoluzione. “Nel documento emesso dal Ministero dei trasporti e delle Comunicazioni si legge che la revoca della licenza è stata attuata perchè la radio non ha presentato in tempo la documentazione necessaria, ma questo non è vero” dichiara Carlolos Flores, che assicura di avere mandato i documenti richiesti entro i tempi stabiliti.

La Coordinadora Nacional de Radio e L’Associazione Mondiale delle Radio Comunitarie hanno già espresso la loro solidarietà con Radio La Voz. “Manifestiamo la nostra profonda preoccupazione per la chiusura dell’emittente; una decisione, quella del governo peruviano, che attenta alla libertà di espressione in un paese democratico. Sollecitiamo il Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni a dare spiegazioni” hanno dichiarato le due associazioni.

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