Roma: fermate la repressione nel sud est della Turchia!

il 4 giugno si è tenuto un presidio di fronte all’ambasciata turca per chiedere la fine immediata delle retate che hanno portato finora all’arresto di 316 persone legate alla causa curda nel sud est dell’ Anatolia. L’ondata repressiva è iniziata il 14 aprile, a dure settimane esatte dalle elezioni  in cui la principale formazione curda, il DTP, ha avuto un inaspettato successo. Durante il presidio, popolato sopratutto dai curdi romani dell’associazione Ararat, è stato lanciata una campagna in difesa della “resistenza democratica del popolo curdo” presentando una lettera aperta alle autorità turche ed una petizione, tra i primi firmatari anche la nostra agenzia.

Circa 20 dei 71 milioni di abitanti della Turchia sono curdi, una enorme minoranza che vive nel sud est del paese in condizioni di povertà e deprivata della possibilità di manifestare liberamente la propria identità culturale, a partire dall’uso della lingua e  dei nomi curdi fino al divieto di vestire i colori della bandiera curda. La negazione dei diritti all’ autodeterminazione, all’autonomia ed al libero esercizio della propria identità per i curdi sono tra i principali argomenti dei detrattori di un ingresso della Turchia in Europa.

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