Capodanno bengalese: Roma capitale della xenofobia

Prima i rimpalli da parte delle amministrazioni per le necessarie autorizzazioni, poi le retate della Questura e il sabotaggio degli allestimenti, infine il raid razzista a danno degli organizzatori della festa. Il Capodanno Bangla 1416 è stato ostacolato in tutti modi, ma finalmente la festa è iniziata.

E’iniziato il 23 maggio e durerà sino al 31, al parco di Villa Gordiani, a Roma. Il Boishakhi Mela, il capodanno bengalese, anche quest’anno sarà festeggiato da decine di migliaia di cittadini.  Ma l’apertura dei cancelli di questa decima edizione è stata ostacolata in ogni modo dalle amministrazioni capitoline e da gruppi di cittadini xenofobi.

Ma andiamo per ordine.  Già da settimane l’organizzazione della festa aveva chiesto che fosse concesso l’uso del Parco Centocelle. Dinanzi al diniego dell’amministrazione, il Comune ha ripiegato su Villa De Santis. Ob torto collo, i promotori del capodanno hanno accettato e posticipato la festa di una settimana per organizzare l’allestimento nella nuova area assegnata. Il 14 maggio l’ennesimo colpo di scena: il Comune comunica telefonicamente l’intenzione di non autorizzare la manifestazione a causa del disaccordo del municipio in cui si trova la villa, e propone come alternativa Villa Gordiani. “Il trasferimento repentino, comunicato a ridosso dall’inizio della festa, ha causato una perdita di trenta mila euro per l’organizzazione” ci spiega Bachcu, dell’ass. Dhuumcatu, tra i promotori del capodanno. L’organizzazione infatti ha perso il sostegno economico degli sponsor, che si sono rifiutati di finanziare una festa la cui pubblicità è potuta iniziare solo pochissimo prima dell’avvenimento, “La comunicazione ritardata del trasferimento non ci ha permesso di preparare in tempo neanche le lettere di invito con il logo dei sostenitori economici” continua il portavoce di Dhuumcatu.

Durante i preparativi alcuni ragazzi che stavano lavorando all’allestimento della festa sono stati fermati dai Vigili Urbani del VII municipio. Dal controllo sono tutti risultati in regola, in quanto richiedenti asilo, ma ugualmente gli agenti della municipale li hanno portati in Commissariato. “Durante il trasloco dal Parco Centocelle a Villa Gordiani, il comandante della municipale del VII municipio ha ordinato di portare tutti in Questura, non permettendo a nessuno di rimanere a fare da guardia al materiale per gli allestimenti, che quindi è rimasto incustodito. Dopo sette ore, quando i ragazzi sono stati rilasciati, nel luogo dove erano stati labbandonati i materiali mancavano diverse cose” continua Bachcu (clicca qui per ascoltare il suo racconto).

In ultimo ma, non da ultimo, gli attacchi razzisti. Il giorno prima dell’inizio della festa un gruppo di circa trenta persone ha aggredito alcuni ragazzi che lavoravano ai preparativi per il capodanno. I giovani stavano ultimando gli allestimenti a Villa Gordiani quando i teppisti, con spranghe e bastoni, hanno fatto irruzione nel parco e aggredito cinque persone, al grido di “Bastardi andate via!”. Uno di loro è stato ricoverato al Vannini con ferite alla spalla e prognosi di dieci giorni. Le vittime hanno raccontato alla Digos che gli aggressori erano italiani e a volto scoperto. Oggi le forze dell’ordine stanno sorvegliano la villa incessantemente, ma il problema non si risolve così. “Finchè non si trovano soluzioni politiche, continueranno azioni del genere. Non è garantendo 24 ore su 24 dentro un giardino il servizio di ordine pubblico che si può pensare di mettere fine a questo scempio” conclude Bachcu (clicca qui per ascoltare cosa ne pensano gli organizzatori del capodanno della questione sicurezza).

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