Rifugiati politici indagati per i fatti di Milano: tra due mesi il giudizio della Commissione Nazionale

Sudan, Etiopia e Eritrea. I tre ragazzi che il 19 maggio si sono dovuti presentare davanti alla Commissione Nazionale di Roma provengono da questi tre paesi. Due di loro posseggono lo status di rifugiato politico e uno è in protezione umanitaria. Dieci giorni fa i tre, che vivono a Milano, hanno ricevuto una lettera di convocazione presso la Commissione per avviare il procedimento di revoca del loro status.  La Commissione, dopo otto ore di colloquio, incentrato soprattutto sui fatti di Milano, ha comunicato che tra due mesi arriverà il giudizio.

E’la prima volta dal 1952, anno di istituzione dello status di rifugiato, che accade una cosa del genere. A livello legislativo infatti, sono tre i motivi per revocare lo status: la fine del pericolo nel paese di origine, gravi sentenze andate in giudicato, o il fatto che la persona rappresenti un pericolo per l’esistenza dello stato. I tre ragazzi c sono stati convocati in Commissione Nazionale non rientrano in nessuna delle tre motivazioni; fanno parte dei trecento che da settimane protestano a Milano per il diritto all’accoglienza e due di loro sono del Comitato di coordinazione eletto dall’Assemblea dei rifugiati. Viene da chiedersi: la procedura di revoca dello status di rifugiato li ha raggiunti perchè hanno partecipato a una manifestazione?
“Sulla lettera che hanno ricevuto non era spiegato niente, c’era scritto solo che la convocazione aveva come scopo <<l’ apertura della procedura di revoca>>” spiega Stefano, dell’associazione 3 febbraio di Milano, che è venuto a Roma per accompagnare i tre ragazzi.

A presentarsi davanti alla Commissione insieme ai convocati, c’erano l’avvocato, un rappresentante dell’Unhcr, un mediatore culturale e i traduttori. La mattina del colloquio l’avvocato ha parlato con la segreteria del prefetto, che ha risposto dicendo che non c’è da preoccuparsi, perche si tratta solo di “una questione formale a seguito della segnalazione della questura di Milano”.

Il 19 maggio in piazza S.Marco,  a Roma, si è svoto un sit-in anti razzista promosso da movimenti e associazioni capitoline, mentre in un’altra piazza, a Milano,  continuava il presidio dei rifugiati: si tratta di piazza Oberdan,  porta Venezia, dovequella mattina la questura di Milano ha nuovamente controllato i documenti dei presidianti.

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One Comment;

  1. Monroe Getter said:

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