Passpartù 30: Gli imprenditori della paura

La politica migratoria è diventata l’argomento principale della campagna elettorale in vista delle ormai imminenti elezioni europee. L’ondata xenofoba a cui assistiamo non è paura del diverso, ma il frutto di un preciso disegno politico. E se i media puntano i riflettori sui respingimenti in Mediterraneo, non fanno notizia le azioni attuate nell’Adriatico, dove accadono le stesse cose, con le stesse dinamiche.

Abbiamo chiesto un commento sul fenomeno mediatico di questi ultimi giorni ad un esperto, e siamo andati poi ad approfondire quello che accade nelle frontiere a Est, quelle più lontane dalle lenti dei media mainstream, ma che probabilmente nel giro di poco tempo diventerranno le più battutte dai migranti in rotta verso l’Europa. In chiusura Elise Melot ci tira su di morale con la sua consueta rubrica musicale, Ritmi.

Lorenzo Guadagnucci, giornalista e scrittore, spiega così l’ondata xenofoba che in questi mesi sta travolgendo l’Italia: “Non c’è paura del diverso, ma c’è il disegno politico di governare con la paura. La sicurezza è un’ invenzione frutto delle politiche di strumentalizzazione della politica migratoria, iniziate dieci anni fa per mano dei cosidetti “imprenditori morali”, chi utilizza cioè dubbi, timori e incertezze per agitare lo spettro del diverso come pericolo e quindi proporre una soluzione di stampo autoritario come possibile risposta”. Secondo Guadagnucci questo fenomeno si è accelerato negli ultimi due anni, quando anche le forze democratiche del centro-sinistra hanno pienamente appoggiato questa filosofia.

“Lavavetri”, il libro di Guadagnucci edito da Cart’Armata, parte da un’ordinanza comunale fiorentina contro i lavavetri per ripercorrere le ultime tappe del “fenomeno sicurezza” messo in piedi dagli imprenditori morali. I giornalisti hanno avuto una responsabilità enorme nell’avere creato un clima di odio in Italia. Per riflettere su questo, ma soprattutto per trovare soluzioni e nuovi linguaggi per cambiare il livello di informazione italiana, Lorenzo ha fondato una campagna, “Giornalisti contro il razzismo”, nata dall’esigenza di aprire un dibattito proprio dentro la professione.

Se davvero si volesse fare una corretta e completa informazione su quello che accade nei nostri mari, invece di parlare solo dei barconi respinti in Libia, si dovrebbe dare risalto anche a quello che succede tutti i giorni nel mare Adriatico ormai da tempo. La dinamica è identica a quella del Mediterraneo, solamente che dall’Adriatico i richiedenti asilo vengonorimpatriati solo dopo che hanno messo un piede a terra. In entrambi i casi, comunque, si violano le normi nazionali e internazionali, come è stato anche spiegato nel corso dell’incontro romano “Afghanistan-Grecia-Italia. Quale diritto di asilo?” promosso dell’associazione Laboratorio 53.

Ogni giorno due, tre persone vengono respinte dai porti italiani dell’Adriatico. Perchè i media main stream non ne parlano in questi giorni? Forse perchè è illegale respingere richiedenti asilo  nel caso degli afgani, la comunità maggiore che segue quelle rotte, deve risultare molto difficile mettere in dubbio il fatto che si scappi da una situazione gravemente pericolosa, come qualcuno a provato a fare nel caso dei migranti africani. Ma non sono solo afgane le persone che tentano di raggiungere l’Europa entrando dalla Grecia. Tra loro infatti ci sono persone che provengono dall’Africa orientale, e sono sempre più in aumento i migranti che scelgono di fare il giro a Est piuttosto che salire verso la Libia e attraversare il Mediterraneo.

Basir Ahang, giornalista afgano, ha raccontato il viaggio che i suoi connazionali intraprendono per raggiungere l’Europa. Si spostano verso l’Iran che, secondo accordi internazionali,  l’obbligo di ospitare nel suo paese fino a due milioni di profughi afgani, mentre per gli altri è attuato il respingimento verso l’Afghanistan, chi riesce a scappare continua il viaggio verso la Turchia, dove rischia spesso di essere sequestrato da gruppi mafiosi che poi chiedono riscatti ai loro familiari: al sequestrato della famiglia che non paga, vengono cavati gli occhi, amputati falangi, dita, arti. Chi riesce a evitare questo pericolo, continua verso la Grecia, pagando i contrabbandieri di uomini che li aiutano a passare il confine Grecia-Turchia. In Grecia, il più di loro vive nell’accampamento alle porte di Patrasso, in attesa di provare a imbarcarsi verso l’Italia. “Dove sono finiti i soldi degli aiuti internazionali?” Si chiede Basir “In cosa sono stati investiti se oggi chi esce di casa non sa se tornerà vivo? Se davvero la comunità internazionale volesse aiutare gli afgani, e far si che non abbiano più la necessità di scappare dal loro paese, dovrebbe aiutarli a creare un governo di unità nazionale”.

Ospiti della puntata: Lorenzo Guadagnucci, Basir Ahang, Alessandra Sciurba, Ivan Mei

In redazione: Elise Melot, Andrea Cocco

Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati

Immagine di: Chiara Dalmaviva/DonQuixote

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