Decreto Abruzzo e G8 a L’Aquila: chi ascolta le voci degli abruzzesi?

Dopo gli annunci propagandistici e le prese di posizione bipartisan, emergono sempre più chiari i difetti del “decreto Abruzzo” e i dubbi della popolazione sui vantaggi del summit degli 8 “grandi” a L’Aquila.

La copertura finanziaria del decreto è affidata in buona parte a lotterie ed affini, sono ben pchi i fondi certi per la ricostruzione e solo un terzo dell’annunciato contributo di 150.000 € per chi debba ricostruirsi la casa verrà erogato in moneta sonante, per il resto si parla di credito di imposta dilazionato in 20 anni e di mutui agevolati. Per quel che concerne la ricostruzione si parla di 13 quartieri “temporanei” e “durevoli” da costruire ex novo in località che verranno definite senza un’opinione vincolante da parte della popolazione e degli enti locali ed in deroga ai criteri urbanistici ed ambientali. Colpisce proprio l’esclusione degli enti locali abruzzesi dalla gestione e dalla progettazione della ricostruzione, sopratutto se confrontata con anni di retorica federalista e contro il centralismo dello Stato.

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