Ddl sicurezza: la paura sta diventando legge
A cura di Marzia Coronati • 6 maggio 2009Il Governo ha confezionato la versione finale del pacchetto sicurezza. Tra le norme più rilevanti, l’obbligo di denuncia dello straniero irregolare per tutti i funzionari pubblici . Aldilà dei casi di assistenza sanitaria e di iscrizione scolastica, non sono previste situazioni esimenti.
L’ormai famigerato ddl 2180 è pronto. Per i migranti, il più grande cambiamento sarà apportato dalla norma che prevede l’obbligo di denuncia da parte dei funzionari pubblici e l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale. Due provvedimenti che renderanno difficile la vita delle persone di origine straniera soggiornanti in Italia, e che stanno già generando e genereranno un clima diffuso di paura.
Prevedendo l’obbligo di esibizione del permesso di soggiorno in qualunque tipo di rapporto con la pubblica amministrazione, molti genitori, ad esempio, cercheranno di evitare il rischio di denuncia in tutti i modi, magari rinunciando a iscrivere il figlio a scuola o evitando di sottoporsi a cure sanitarie (anche se in queste situazioni l’esibizione del permesso di soggiorno non è obbligatoria).
Non solo, il trattenimento nei Centri di Identificazione ed Espulsione sarà prolungato a 180 giorni, il permesso di soggiorno verrà collegato ad una “raccolta punti” e i ricongiungimenti familiari assumeranno criteri ancora più proibitivi.
Insomma, alle concessioni della Lega Nord, si è risposto con contropartite ugualmente pericolose, e il risultato oggi è preoccupante. “Possiamo essere felici se alcune norme disumane inizialmente inserite nel pacchetto sicurezza oggi vengono limate o cancellate? Certo la loro approvazione sarebbe stata disastrosa. Certo non possiamo che tirare un sospiro di sollievo per i diritti e la vita dei migranti e per la dignità e la sicurezza – quella vera – di noi tutti” dice Nicola Grigion, di Melting Pot, “ma le continue concessioni, i passi indietro della Lega Nord, non possono distogliere l’attenzione – e la tensione – da un provvedimento che nel suo complesso si presenta come una stretta micidiale sui diritti di tutti”.
Ora si attende la fiducia del Parlamento: il ddl sarà spezzato in tre maxi-emandamenti, su cui le Camere dovranno esprimersi attraverso tre distinti voti.



