Passpartù 26: Informazione e diritti, dal conflitto in Rwanda a oggi

“Senza armi da fuoco, machete o altri oggetti, voi avete provocato la morte di migliaia di civili innocenti”. Così il giudice Navanathem Pilay ha introdotto la sentenza del processo che, per la prima volta, riconobbe in sede giuridica le responsabilità oggettive dei media nel veicolare e strumentalizzare idee estremiste durante il conflitto in Rwanda del 1994. Il ruolo dell’informazione allora e oggi è il tema di questa puntata di Passpartù. In occasione del quindicesimo anniversario del genocidio in Rwanda, un analisi su quello che successe allora, sul ruolo dei mezzi di informazione e delle tecnologie in quel conflitto e su come oggi le cose potrebbero cambiare. In chiusura, Ritmi, la rubrica musicale a cura di Elise Melot.

Fonju Ndemesah Fausta è uno scrittore camerunense. Il suo primo libro edito in Italia dalla Infinito edizioni si intitola “La radio e il machete”, un saggio sul ruolo delle radio durante il conflitto in Rwanda.”Impugnate i vostri machete e tagliate le braccia e le gambe ai vostri vicini”, “dobbiamo riempire ancora molte tombe”, questi erano solo alcuni dei messaggi che Radio Milcoline trasmetteva durante il conflitto. Molti speaker di radio Milocoline furono condannati, in quanto organizzatori di quella strage. Nel libro non solo è analizzato il ruolo delle radio locali, ma anche quello dei media internazionali.  Questo genocidio, spiega Fonju, è solo uno dei tanti esempi di realtà africane nascoste o mal veicolate dai media. Fonju critica la lettura semplicistica di quel genocidio, una lettura “etnica”, che non fece altro che accompagnare il compimento del genocidio.

Federico Marchini, al tempo redattore de La Voce, il giornale diretto da Indro Montanelli, fu l’unico giornalista italiano inviato in Rwanda nel 1994. Anche lui  ricorda come la radio era in quel paese l’unico canale di informazione della popolazione. Abbiamo chiesto a Federico se lui subì ai tempi qualche censura e se ebbe difficoltà a riportare la verità. “Nessuna censura” ci ha detto  “i problemi semmai erano tecnici, dal Rwanda non si poteva trasmettere e il telefono satellitare costava circa cento dollari al minuto”.

Ma cosa sarebbe successo se il conflitto ci fosse stato oggi? Con l’utilizzo di Internet così diffuso e con la possibilità di scegliere più di una piattaforma comunicativa? Secondo Fonju le cose non sarebbero cambiate. E’ della stessa opinione anche Marco Fioretti. Marco è un attivista e formatore che si occupa di tecnologia digitale, software libero, standard digitali aperti e studia come poi tutto ciò si intreccia con l’etica e con i diritti civili. “All’epoca, le radio pro-Hutu venivano usate per aizzare la gente nei villaggi gli uni contro gli altri, anche con blog e portali web si potrebbe fare lo stesso, forse anche più efficacemente. In un paese come il Rwanda di oggi, dove la connettività col resto del mondo è scarsa e i server dell’unico o dei pochissimi ISP nazionali potrebbero facilmente finire sotto controllo fisico diretto dei militari, bloccare o alterare le pagine web sarebbe una passeggiata, avendo la tecnologia giusta” spiega Marco.
Il 20 aprile a Roma, presso la sede del Vis, Fioretti interverrà a una conferenza dal titolo “Culture e diritti civili nella società dell’informazione”, un incontro in cui si parlerà di Internet, e di come possa ampliare i diritti di una popolazione.

Un esempio di come la tecnologia di Internet è stata utilizzata a favore dei diritti civili è sicuramente refunite.org. Questo sito, ideato nel 2005 da due danesi, aiuta i profughi di tutto il mondo a ritrovare i loro familiari, utilizzando la stessa tecnologia di Facebook. Refunite garantisce l’anonimato dei suoi utenti. Chi si registra può riempire il suo profilo con dettagli che solo i parenti conoscono, con i oprannomi d’infanzia o le voglie sulla pelle. Uno strumento che permette ai profughi di fare ricerche in modo autonomo, senza doversi necessariamente rivolgersi all’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite. Oggi sono centinaia i rifugiati registrati a refunite.org.

Il brano proposto da Ritmi è Ere Mela Mela di Mahmoud Ahmed

Ospiti della puntata: Fonju Ndemesah Fausta, Federico Marchini, Marco Fioretti

In redazione: Elise Melot

Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati

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