Abruzzo: l’epicentro della solidarietà dal basso

Non ci sono solo la Croce Rossa e la Protezione Civile al lavoro per soccorrere i terremotati.  Affianco alla macchina dei soccorsi “istituzionale” si è immediatamente attivata la rete dei soccorsi “autorganizzati” che partendo dalla solidarietà di associazioni, sindacati di base e centri sociali stanno sopperendo lì dove la Protezione Civile non arriva. Il più grande snodo organizzativo degli aiuti autogestiti è in campo di Fossa, divenuto sede di Epicentro Solidale cioè il punto di coordinamento dell’attività di tanti volontari giunti da ogni parte d’Italia. Proprio a Fossa si trova anche il magazzino dove vengono stoccati e catalogati gli aiuti da distribuire nei vari campi grazie alle staffette dei volontari con auto e furgoni privati, con un’efficenza stupefacente che ha consentito di arrivare anche in località raggiunte marginalmente dagli aiuti “ufficiali” ancora a 4 giorni dal sisma. Dopo la prima fase di reazione all’emergenza i ragazzi di Epicentro Solidale stanno pensando al medio e lungo periodo, per contribuire a pensare alla rinascita di L’Aquila attraverso la riapertura degli spazi di socialità da un lato, dall’altro attraverso la partecipazione della popolazione locale sia pianificazione della ricostruzion che al controllo dei lavori e delle verifiche di agibilità che sono oggi in corso nelle aree colpite dal sisma. Dopo un primo momento di comprensibile stordimento, la società civile aquilana si stà risvegliando e chiede di avere voce in capitolo sulle decisioni che riguardano la loro comunità e perevitare che il loro territorio sia ingoiato dalla speculazione edilizia.

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