Passpartù 25: solidarietà per terra e per mare

Non potevamo non dedicare una parte di questa puntata di Passpartù  a quello che sta accadendo in Abruzzo. Cercheremo di far luce sulla situazione in cui vertono i tanti stranieri che vivono in questa regione. Dati certi riguardo il numero delle vittime e dei dispersi ancora non ce ne sono, ma associazioni e reti si sono attivate per portare avanti un monitoraggio che sia il più preciso possibile. Le ambasciate e le associazioni di immigrati continuano a segnalare dispersi, mentre le varie reti delle comunità macedoni, albanesi, rumene tentano di censire vittime, feriti e sfollati. Aiuti concreti arrivano anche dall’estero: la Macedonia ha già offerto i suoi aiuti, con l’invio di uomini e mezzi della Croce Rossa, come ha fatto anche la Serbia, mentre l’Albania ha offerto una donazione di una cifra simbolica di 50.000 euro, un piccolo gesto, ma comunque grandissimo in rapporto alle capacità dell’economia albanese, che si sta lentamente riprendendo da anni di forte crisi. Gran parte di loro viveva incase fatiscenti, ed è quindi più facile che le loro case  siano state messe in ginocchio dal terremoto. Quanti di loro sono morti? quanti i feriti e quanti dispersi? I dati, ancora oggi, non sono certi. Julia, della cooperativa sociale Pralipè di Pescara, sta tentando di creare delle liste delle persone che non avevano documenti, più difficili da ritrovare, perchè nessuno reclama. Chi ha informazioni su queste persone, potrà chiamare il 3391095093 o scrivere a info@pralipe.it.

La solidarietà e la prontezza a soccorrere nelle situazioni di emergenza la si vede anche nei nostri mari. Il bollettino Fortress Europe di marzo dedica un reportage dal titolo “Capitani coraggiosi” ai pescatori di Mazara del Vallo, che ogni giorno incrociano sulle loro rotte le barche dei migranti che dalla Libia cercano di raggiungere le coste italiane.
Oggi le convenzioni internazionali, che obbligano al soccorso di chiunque rischi la vita, contrastano con le nostre leggi sull’immigrazione. Il capitano Zenzeri, che l’8 agosto del 2007, insieme ad altri sei marinai tunisini, salvò la vita a 44 migranti a largo di Lampedusa, è oggi sotto processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il Pubblico Ministero ha richiesto due anni e mezzo di carcere per i marinai e una multa di diecimila euro per ogni migrante trasportato.

La facilità con cui è possibile incappare nel reato spaventa i pescatori, ma quasi sempre, per fortuna, prevale lo spirito di solidarietà. Il capitano Zenzeri ha detto che se ritornasse indietro rifarebbe la stessa cosa. Pietro Russo, pescatore di Mazara del Vallo, si trovava nel porto di Lampedusa a novembre scorso, quando, chiamato per un’emergenza dal comandante del porto, è stato protagonista di un soccorso, ai nostri microfoni ha raccontato la dinamica di quell’eroico salvataggio. Pietro Russo, lavorando tra Lampedusa e la Libia, incontra ogni giorno barche e gommoni che trasportano migranti. Quando queste imbarcazioni vengono sotto bordo, i pescatori danno subito l’allarme, e di norma arrivano navi militari o elicotteri, o a volte li soccorrono loro stesso, ma sempre previa autorizzazione delle autorità.

Il brano proposto dalla rubrica musicale Ritmi è “Can’t buy me”, di Femi Kuti

Ospiti di questa puntata: Gabriele Del grande, Pietro Russo, Renato Di Nicola, Julia, Mario, Kety

In redazione: Elise Melot

Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati

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