Abruzzo: le voci delle comunità straniere

Tra i dispersi e le vittime del terremoto, molti migranti, soprattutto provenienti dall’est. Gran parte di loro si sono stanziati già da anni in Abruzzo, altri invece vivono e lavorano senza documenti in regola. “Ritrovare questi ultimi sarà difficile, perchè nessuno li reclama” spiegano le associazioni di migranti.
Le sedi delle due ong più grandi di servizi ai migranti esistenti a L’Aquila sono andate completamente distrutte e ad oggi fare un censimento di vittime e dispersi è quasi impossibile. Il signor Mario, di origine macedone, vive ad Arischia. Ci ha raccontato che nel suo paese nessun suo compaesano è morto, ma sa che in tutta la regione ad oggi le vittime sono undici. Dopo avere accompagnato la sua famiglia da parenti ad Ancona, è tornato in Abruzzo per dare una mano; dorme in macchina, perchè le tende dei campi approntati sono destinate prima di tutto a donne e bambini. “Siamo solidali con il popolo abruzzese” ha dichiarato Davood Karimi, portavoce dell’associazione rifugiati politici iraniani “una regione che tra l’altro ospita molti dei nostri connazionali. Per fortuna non abbiamo avuto vittime, ma la nostra partecipazione al dolore è comunque molto forte”.

L’appello di solidarietà di Davood Karimi, associazione Rifugiati politici iraniani

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