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Litorale romano: casinò e centri fitness scalzano il polo culturale Vittorio Emanuele

A cura di Marzia Coronati • 6 aprile 2009

L’ex-colonia Vittorio Emanuele di Ostia è a rischio sgombero. L’ultimo grande pezzo di patrimonio pubblico presente nel XIII municipio è sotto l’attacco dalla nuova amministrazione, che vorrebbe cedere lo spazio a un privato.

Il blitz politico attuato da Comune e Municipio, volto a chiudere il polo di solidarietà, cultura e partecipazione esistente, sta mettendo in pericolo le numerose realtà che oggi vivono nella Vittorio Emanuele: una biblioteca comunale tra le più attive della capitale, una casa di accoglienza per stranieri gestita dalla Caritas, un centro anziani, lo spazio autogestito Vittorio Occupato, un ostello della gioventù, il teatro del Lido – unico teatro pubblico del municipio. Le amministrazioni si stanno muovendo per passi: a settembre la chiusura di uno del teatro di cintura tra i più attivi della città; recentemente le minacce di sgombero alle realtà occupate e autogestite; e per finire, in questi giorni, un attacco diretto alla “Casa della cultura”, un progetto finanziato tre anni fa da  Comune e Regione Lazio che prevede più di 3000 metri quadri di sale prove e registrazioni musicali, studios per la danza e il teatro, uno spazio espositivo, un centro per la dispersione scolastica, laboratori di fotografia e montaggio video. Un progetto già appaltato, per cui la Regione ha impegnato un milione di euro, e che oggi potrebbe essere un cantiere aperto.

Oggi l’amministrazione municipale sta occupando questi spazi con i propri uffici tecnici, in attesa di attuare un piano di cancellazione del progetto “Casa della cultura” e smantellamento dell’attuale struttura. Cosa le amministrazioni vogliono fare nell’ex-colonia ancora non è certo. Tra le ipotesi più accreditate, un’università privata, che ben si sposerà con le cinque isole artificiali in progetto proprio di fronte alla Vittorio Emanuele. Cinque spazi in cui si istalleranno palestre, casinò e centri benessere. All’ultimo consiglio in cui si è discusso della questione, l’aula municipale era recintata da un nastro giallo per non far accedere i rappresentanti delle associazioni e dei comitati dei quartieri. Una vera e propria emergenza democratica, che la rete di associazioni “Cantiere sociale” non mancherà di denunciare con volantinaggio, conferenze, tavoli interistituzionali, cortei e manifestaizoni.

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