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Passpartù 23: mangiare pizza a Dakar

A cura di Marzia Coronati • 27 marzo 2009

Oggi la prima comunità dell’Africa occidentale per numero di immigrati in Italia, quella dei senegalesi, comincia a rientrare in patria. Tornano perchè il loro progetto iniziale era un soggiorno a tempo determinato, e tornano con nuove conoscenze da condividere con i connazionali africani. In questa puntata di Passpartù, le testimonianze di due persone senegalesi che abitano a Roma e il punto di vista di una giovane italiana che vive in Senegal. In chiusura, Ritmi, l’appuntamento musicale a cura di Elise Melot.

Il signor Dia è a Roma dal 1991, vive con la sua famiglia, la moglie compaesane e tre figli nati qui in Italia. Ha un’attività commerciale avviata ed è un punto di riferimento per la comunità mussulmana senegalese nella capitale. Ma oggi il signor Dia è pronto a tornare a Dakar, la sua città natale. “so che continuerò ad avere rapporti con Roma, la mia città d’adozione, e il luogo dove sono nati i miei figli” ci racconta “ma ora è giunto il momento di tornare. Qui ho imparato tanto, ma ho anche peso tanto. Avrei voluto trascorrere questi venti anni nella mia patria. Se andiamo tutti in Europa, chi lo costruisce il nostro Paese? Ma non è mai troppo tardi, tra qualche mese torno e continuo con la mia attività commerciale in Senegal”. Dia è consapevole di tornare in un Senegal cambiato. Tutti i migranti tornati in patria dall’occidente hanno portato le loro conoscenze, sia in fatto di commercio che in fatto di cultura. Hanno uina concezione del tempo più simile agli occidentali, il ruolo delle donne nella società sta cambiando, aprono attività tipicamente italiane, come pizzerie o ristorantini dove si può mangiare la pasta asciutta.

Badara Seck  è arrivato in Italia dal 2000, ma già in passato aveva viaggiato molto: Svizzera, Africa centrale, America, in giro per il mondo a portare la sua musica. Poi nel 2000 si è fermato in Italia, dove c’era una forte domanda del suo lavoro. Qui ha intrapreso la sua brillante carriera, “un grande destino” dice lui. Figlio di una famiglia di un griot, i cantastorie dell’Africa occidentale, il musicista viaggia ormai da  sedici anni portando in giro una musica dai contenuti impegnati, lotta all’ Aids, mutilazioni genitali femminili, immigrazione. Nel 2000 poi l’artista italiano Massimo Ranieri lo ha invitato a Roma, offrendogli una bella casa al centro di Roma come alloggi. Badara, appena arrivato, ha però cominciato a cercare i suoi connazionali, e ha trovato una grande comunità di senegalesi al residence Bravetta, il complesso di case alla periferia della città sicuramente molto meno lussuoso della casa offertagli da Ranieri. Ma qui, ci racconta, Badara ha ritrovato il suo paese, ha lasciato l’appartamento in cui viveva e è andato a vivere con i suoi fratelli. “L’atmosfera del residence era piena di solidarietà, che ha ispirato molte delle mie canzoni che ho composto in Italia. Lì si era creata una comunità straordinaria, composta da oltre trecento senegalesi” dice Badara, che il 3 Aprile racconterà la sua esperienza nella periferia di Roma durante un incontro promosso dalla libreria di Roma Emporio Griot.L’artista dice di non avere mai lasciato il suo Paese, e di essere qui per svolgere una missione: regalare all’Italia un pezzo d’Africa. Quello che Badara vuole lasciare in Italia è la sua musica, e lo sta già facendo da tempo attraverso un festival che da due anni si svolge a Villa Panfili, Roma, e attraverso numerose collaborazioni con artisti italiani come Massimo Ranieri e Mauro Pagani. Ma non solo, Badara sta costruendo un ponte tra i due paesi, portando anche la cultura italiana in Senegal.

Ad allontanare la comunità senegalese dall’Italia è anche la crisi economica, molti di loro tornano in patria perchè in cassa integrazione o perchè non riescono a trovare lavoro, come ci ha raccontato Chiara Barison, ricercatrice italiana da anni residente in Senegal. Chiara vive in un quartiere periferico di Dakar, Pikine, in cui abitano moltissimi senegalesi di ritorno dall’Italia. “Molti di loro non dicono alle loro famiglie che hanno perso il lavoro, ma la crisi già si sta facendo sentire. Il costo della vita è quasi raddoppiato negli ultimi anni e le famiglie non riescono a far fronte alle spese, non potendo più contare come prima sulle rimesse dei familiari immigrati”.

Il brano proposto da Ritmi è: Sway Machinary dall’album  “Music from the winery” di David Krakauer

Ospiti della puntata: il signor Dia, Badara Seck, Chiara Barison.
In redazione: Elise Melot
Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati

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