Passpartù 21: sopravvivere a Patrasso

Il 2 marzo davanti al porto di Patrasso, Grecia, un tir pronto a imbarcarsi verso l’Italia ha investito un ragazzo afgano ferendolo al torace e riducendolo al coma. Chi ha assistito alla scena ha dichiarato che non è stato un incidente, ma che il camionista ha investito volontariamente il giovane. Dopo questo avvenimento Patrasso è stato teatro di una serie di violenti scontri tra forze dell’ordine e migranti.
In questa puntata di Passpartù proveremo a raccontare, attraverso le voci di chi è stato a Patrasso, cosa è accaduto durante quei giorni e cosa accade nella quotidianità in quella cittadina greca.

In chiusura, Ritmi, la rubrica di incontri musicali a cura di Elise Melot.

Katerina Tsapopoulou, avvocatessa della Dìktyo, la Rete per il sostegno sociale di immigrati e rifugiati, da anni lavora per i diritti dei migranti afgani che giornalmente provano a imbarcarsi nascondendosi sotto i camion diretti in Italia. Ci ha raccontato che le forze dell’ordine usano il pugno di ferro con gli stranieri, e che ultimamemente alle loro azioni si sono unite alcune milizie civili: gruppi di giovani  di estrema destra e non solo.

Alessandra Sciurba ha fatto parte della delegazione della rete di associazioni “Tuttidirittiumanipertutti”, che a febbraio ha visitato il campo di Patrasso. Anche lei, come ha raccontato ai nostri microfoni, è stata vittima dei comportamenti violenti della polizia locale, che l’hanno pedinata durante tutto il soggiorno solamente perchè dialogava con i migranti.
Ormai da anni in questa città arrivano migliaia di profughi e migranti dall’Asia, e soprattutto dall’Afghanistan, che dopo un lungo viaggio attraverso Iran e Turchia, si istallano nei pressi del porto in attesa di imbarcarsi per l’Europa. Questa situazione ha dato vita a un campo a due chilometri dalla zona di imbarco, esistente da circa dieci anni. Le persone che vivono nel campo da più tempo sono lì solamente perchè hanno provato decine di volte a imbarcarsi verso l’Italia ma sono sempre state respinte. Aspettano nella baraccopoli che sorge tra le strutture turistiche di Patrasso, accanto al tennis club e agli alberghi con piscina. Quasi tutti gli abitanti della baraccopoli spontanea hanno esperienze nei centri di dentenzione delle isole greche, da cui escono con un foglio di espulsione in mano.

La Grecia vanta il triste primato di Paese con il tasso piu basso di richieste di asilo politico accettate. In questo Stato, come in Italia, la richiesta di asilo politico va presentata alla questura, che ha poi il compito di inoltrare  la domanda alle Commissioni competenti. Ma in Grecia i tempi di consegna e valutazione della domanda sono nettamente più lunghi di quelli di altri paesi d’Europa, compreso il nostro. Il sistema è centralizzato, e l’unica questura che può recepire le domande è quella di Atene, aperta solamente un giorno a settimana, il sabato. Da settembre 2008 poi con una direttiva interna si è sospeso formalmente il recepimento dell’istanza di asilo, violando le convenzioni internazionali. Per questi motivi ci sono persone che nel campo di Patrasso vivono ormai da anni. “Questa è una di quelle zone di stallo frutto di due diverse tensioni: dal controllo delle Istituzioni da una parte e dalla spinta delle persone di continuare a provarci dall’altra” ci racconta Alessandra. “La baraccopoli non è autorizzata, ma il governo greco lascia che esista, perchè è più facile fare controlli e retate per deportare la gente verso la Turchia”.

Ospiti della puntata: Katerina Tsapopoulu, Alessandra Sciurba, Basir Ahang, Emanuele Giordana

Ritmi vi ha proposto un brano del Maestro T. Ganbold, dal titolo “Darhad Duu (Darhadsong)” di Mongolian Komii

In redazione: Elise Melot

Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati

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