Passpartù 20: periferie d’Italia

Il nuovo volto del territorio italiano, i diversi scenari e le nuove miscelanee urbane che si stanno costruendo negli anni, frutto delle migrazioni interne e esterne. In questa puntata, uno sguardo a due diverse realtà: Lido Adriano, paese della costa romagnola sorto negli anni ’60,  e Rosarno, in Calabria, nella Piana di Gioia Tauro, dove le periferie assistono stagionalmente all’arrivo di comunità di bracciantiprovenienti dal continente africano. In chiusura, la prima puntata di Ritmi, la nuova rubrica di Elise Melot di contaminazioni e incroci musicali.

LIDO ADRIANO

Edificato dal nulla a metà degli anni ’60 e costruito in gran parte nei 15 anni successivi, questo paese sulla costa romagnola al principio destinato al turismo di massa oggi è abitato quasi esclusivamente da immigrati, italiani e stranieri.

“In questo posto c’è un urgenza assente in altri luoghi”, ha spiegato Laura Gambi, autrice del libro “Ludo Adriano porta d’Oriente” . Laura Gambi dal 2001 porta avanti interviste a abitanti del posto ma anche a coloro che hanno pensato e costruito Lido Adriano quaranta anni fa.

Questo paese è abitato quasi eslusivamente da immigrati, il 36,1% dei quali stranieri, macedoni, albanesi, nigeriani, tedeschi e il resto italiani, soprattutto siciliani e campani, am anche lombardi e romagnoli di altre zone dell’Emilia Romagna. Molti frequentano Lido solo sporadicamente. C’è però una parte di popolazione che ha scelto di vivere qui stabilmente, moltissimi albanesi intervistati dalla scrittrice ad esempio sono proprietari della loro casa, hanno deciso di rimanere lì perchè, dicono, è un paese tranquillo. E’emerso però anche un forte senso di paura e di diffidenza nella gente, soprattutto da parte delle donne. E le diverse comunità tendono a rimanere separate.

Negli anni ’70 sul resto del Carlino usciva un articolo di cronaca dal titolo “Lido Adriano, una località piena di clandestini”. Dimenticato da dio e dal mondo, Lido Adriano negli anni ’80 è stato un nascondiglio ideale per per chi non voleva farsi trovare, rifugio per trafficanti di droga, clan mafiosi e truffatori. Oggi con l’aumento dei residenti, le attività che ruotano intorno a Lido sono aumentate,  quasi tutti gli abitanti però lavorano fuori dal paese; molti hanno attività imprenditoriali in proprio, piccole imprese che lavorano prevalentemente nel settore edilizio, escono la mattina da Lido e tornano la sera, un vai e vieni che ha fatto sì che Lido diventasse nel tempo più un dormitorio che una casa a più tornare. I posti di ritrovo sono pochissimi, c’è un centro sociale per anziani euno di aggregazione per i giovani, non ci sono cinema, teatri, palestre. Gli unici posti dove ci si può incontrare sono i bar, frequentati solo da uomini e divisi in base alle comunità, il bar dei macedoni, quello dei siciliani e così via.

Nonostante un fenomeno piuttosto alto di abbandono delle scuole e la mancanza di stimoli e modelli alternativi a quelli offerti dalla televisione, i ragazzi di Lido Adriano, spiega Laura Gambi, che insieme a loro sta portando avanti un laboratorio teatrale, hanno dentro una vitalità sorprendente.

ROSARNO

13 Dicembre 2008.Rosarno, Calabria. A seguito del ferimento d’arma da fuoco di due ragazzi ivoriani da parte di alcuni criminali locali, un gruppo di lavoratori, provenienti da diversi paesi dell’Africa, da vita a una manifestazione che sfila per le vie del paese, per la prima volta anche la stampa nazionale si è accorta di loro. Questo avvenimento ha dato lo spunto
al giornalista e scrittore Antonello Mangano per scrivere un testo, dal titolo “Gli africani salverano Rosarno. E forse anche l’Italia”. La comunità africana di Rosarno ha una vitalità e una forza soprendente” racconta l’autore  “un segnale per il nostro paese ormai decadente”.

Dagli inizi degli anni ’90 varie comunità di stranieri vanno nella Piana di Gioia Tauro per raccogliere le arance. Il numero dei braccianti è molto variabile, si arriva anche ad alcune migliaia nel periodo di massima affluenza. Sono ghaniani, ivoriani, burkinabè: i veri sostenitori dell’agricoltura del sud. Tutto l’inverno rimangono nella Piana, poi si spostano in Puglia, Sicilia e Campania.

Rosarno ha alle spalle una storia di lotte contadine che nel secondo dopoguerra, con le occupazioni delle terre del demanio fecero del borgo una ridente cittadina. Due generazioni dopo, a sfruttare il lavoro nero dei braccianti stranieri, sono i figli di quegli stessi contadini. oggi la rivolta è in mano ai nuovi cittadini dell’Italia del sud.

Il brano musicale della rubrica Ritmi si inttitola “Bola Bandhari”, dei Massala Spirit et les Gitans du Rajastan.

Ospiti della puntata: Laura Gambi, Antonello Mangano, Peppino Lavorato, Giuseppe Pugliese
In redazione: Elise Melot
Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati

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