Guinea-Bissau: capo di Stato ucciso dall’esercito

Il presidente della Guinea Bissau Joao Bernardi Vieira è stato assassinato la mattina del 2 marzo. Lo stato dell’Africa occidentale era teatro da due mesi di scontri tra i militari e le guardie del corpo del capo di Stato.

“Il presidente Vieira è stato ucciso dall’esercito questa mattina presto, mentre cercava di fuggire dalla sua residenza attaccata da un gruppo di militari fedeli al capo di Stato Maggiore Tagmé Na Waiè” ha detto Zamura Induta, responsabile per le relazioni esterne dell’esercito.
Il capo di Stato era stato accusato di essere il mandatario dell’attentato in cui, poche ore prima, della sua morte aveva perso la vita il capo di Stato Maggiore militare Tagmè Na Waiè.

Vieira era da circa 23 anni alla guida della Guinea-Bissau; era stato rieletto alla presidenza nel 2005, nove anni dopo la fine della guerra civile (1998-99) che lo aveva estromesso dal potere. “E’ la democrazia che è stata assassinata”, ha detto alla France Presse il presidente della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas), Mohamed Ibn Chambas.

In un comunicato diffuso dalla radio statale, l’esercito precisa che rispetterà la Carta costituzionale, secondo cui spetta ora al presidente del parlamento assumere la guida del Paese.

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