Passpartù 19: benvenuti in Europa

“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica”. Oggi l’articolo 10 della nostra Costituzione è violato giornalmente, a causa di un servizio di accoglienza che non riesce a far fronte neanche a un decimo dei richiedenti asilo che giungono nel nostro Paese. Così gran parte di loro sono costretti a inventarsi abitazioni di fortuna e a sopravvivere nel nostro territorio, senza la possibilità di spostarsi in altre nazioni, per una normativa europea che blocca il migrante nel primo paese dell’Unione in cui mette piede.

Abded è un giovane dentista palestinese che oggi vive in Norvegia e studia per la specializzazione in odontoiatria. Abded è arrivato in quel Paese un anno fa, ha trascorso alcune settimane in un centro di prima accoglienza e poi ha presentato la domanda di asilo politico alle istituzioni. Nel frattempo il governo lo ha inserito in un percorso formativo che prevede dei corsi di lingua, cultura,  usi e tradizioni norvegesi, garantendogli anche un alloggio e un sussidio che gli permette di vivere. L’iscrizione all’università è molto semplice, perchè, come si legge sui siti dei loro atenei, è interesse della Norvegia incentivare la presenza degli sranieri nelle facoltà, in quanto la multiculturalità è un valore aggiunto e prezioso.

Con una superficie di quasi 400mila km cubi e una popolazione di meno di 4.700.000 abitanti, la Norvegia ha una densità abitativa di 12 abitanti per km quadrato, contro i 200 del nostro paese. Anche per questo la nazione del Nord Europa,  oggi ospita dignitosamente oltre 7 rifugiati ogni 1.000 abitanti, mentre l’Italia ne ospita uno ogni 1.500. La necessità di forza lavoro, l’economia florida e la cultura pacata hanno fatto sì che l’integrazione dei richiedenti asilo e rifugiati in Norvegia avvenisse nel modo più fluido possibile, ma è la posizione geografica di questo Paese che spesso penalizza il migrante. Gli accordi di Dublino del 2001 infatti prevedono che il primo paese di arrivo del richiedente asilo sia l’unico dove è possibile inoltrare la domanda. Se si prova ad andare in un’altra nazione, si viene rispediti indietro.

Nel 2008 sono state oltre 31.000 le persone che hanno presentato domanda d’asilo nel nostro territorio. Avrebbero diritto a un servizio di accoglienza, ma il sistema italiano è ancora largamente insufficiente a venire incontro alle necessità di tutti. Molti provano a lasciare l’Italia per muoversi verso il Nord Europa, ma l’accordo di Dublino prevede che il primo paese di arrivo del richiedente asilo sia l’unico dove è possibile inoltrare la domanda. Se si prova ad andare in un’altra nazione, si viene rispediti indietro.

Il”Selam Palace” è un palazzo di sette piani a Roma che ormai da più di quattro anni è abitato da oltre 500 richiedenti asilo o in protezione umanitaria e rifugiati politici. Sono eritrei, etiopi, somali, arrivati in Italia per fuggire a una guerra e oggi costretti a vivere in condizioni di forte disagio. Lo stabile, ex proprietà dell’università Tor Vergata, e sito proprio accanto alle facoltà della seconda università di Roma, è stato occupato più di quattro anni fa. Nel 2006 il Comune aveva dichiarato quell’occupazione legale, e insieme al Municipio X aveva cercato una soluzione di alloggio alternativa per gli occupanti,  le trattative quella volta però non furono portate a termine, come ci ha raccontato Sandro Medici, presidente del X municipio. Gli occupanti quella volta non vevano accettato perchè gli era stato impedito di visitare le future abitazioni.

Oggi in Italia ancora non esiste una legge organica sull’accoglienza del rifugiato politico, dopo la prima accoglienza in attesa di identificazione e formulazione della domanda alle sette commissioni territoriali nazionali competenti a decidare se conferire o meno a un richiedente lo status di rifugiato, molte persone si trovano da un giorno all’altro senza alloggio,
come ci ha detto Mussie Zerai.

Complessivamente, nel 2008 in Italia sono state presentate 31.097 domande d’asilo. Circa il 50% delle domande è stato inoltrato da persone giunte in Italia via mare.  Stando ad una elaborazione dei dati della Commissione nazionale per il diritto d’asilo, tra il 70 ed il 75% di coloro che giungono sulle nostre coste attraversando il mediterraneo in barca
inoltrano la domanda. La maggior parte di loro, arriva a Lampedusa. Del trattamento che ricevono i richiedenti asilo che sbarcano sull’isola siciliana, soprattutto a seguito delle recenti rivolte nel centro in cui i migranti si trovano, ce ne ha parlato Fulvio Vassallo Paleologo, avvocato dell’ASGI.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, dal 2000 al 2007 l’italia ha ricevuto dal Fer, Fondo Europeo per i rifugiati, 17.500.000 di euro da spendere in politiche e sistemi d’asilo per ruchiedenti e rifugiati, ed è previsto un nuovo finanziamento per il periodo 2008-2013 pari a 21 milioni di euro. E’ notizia di pochi giorni fa la volontà da parte dell’Unione Europea di Creare un ufficio  che si occupi delle domande d’asilo presentate nell’Ue. “Un ufficio  che non avrà alcun potere decisionale, perché in materia di asilo tocca alle autorità nazionali prendere la decisione di concederlo o rifiutarlo” si ribadisce da Bruxelles, ma che cercherà di armonizzare le procedure d’asilo, per evitare che un iracheno, ad esempio  abbia il 71% di possibilità di ottenere tale protezione in uno Stato membro e il  2% in un altro, così come accade oggi.
In Italia, ci ha raccontato un avvocato che aiuta i richiedenti ad esporre la domanda di asilo, la quantità di domande presentate alle Commissioni è così tanta che spesso il fascicolo del richiedente non viene neanche sfogliato, ma si procede o meno con il riconoscimento solo in base al paese di provenienza della persona. Le procedure inoltre sono rese ancora più
incerte e complesse a causa dell’assenza di una legge organica sul diritto d’asilo. Oggi il nostro Paese è l’unico in europa a non averne una.

Ospiti della puntata: Abded, Lucia e Michele, Mussie Zerai, Sandro Medici, Fulvio Vassallo Paleologo

Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati

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