Kalima: le parole assediate in Tunisia

3 giorni di assedio per la redazione della testata tunisina “Kalima” (“parola” in arabo), oltre a minaccie, percosse e fermi di polizia. Le autorità tunisine si stanno scagliando contro questa testata on-line attiva dal 2000 e che oggi è una radio via web e via satellite. La redazione è composta da giornalisti indipendenti ed attivisti per i diritti umani, ed sono proprio l’indipendenza e l’impegno sociale di Radio Kalima a infastidire il governo di Ben Alì, che non esita ad utilizzare le maniere forti per “scoraggiare” i propri oppositori.

I problemi grossi per la redazione di Kalima sono arrivati quando, il 26 gennaio, la nostra agenzia ha iniziato a ritrasmettere il segnale della radio web attraverso il satellite, portandola a casa di quell’ 80% dei tunisini che hanno l’antenna parabolica senza che possono ora ascoltarla senza il timore che il governo tunisino ne sia a conoscenza. Radio Kalima è stata accusata di trasmettere senza licenza, tuttavia la redazione tunisina si occupa solo di mettere online le trasmissioni e la legge non fà menzione delle trasmissioni via internet, come fà notare Siham Bensedrine, cofondatrice del progetto ed attivista del “Consiglio Nazionale per le Libertà in Tunisia”, intervistata per la puntata di Scirocco di questa settimana.

Kalima e la sua radio rimepiono il vuoto lasciato dall’assenza di una stampa indipendente in Tunisia, per dare un’idea dell’importanza del ruolo che svolge basti citare la copertura della rivolta popolare nell’area mineraria di Gafsa, dove l’intera popolazione è mobilitata ormai da un annoper fare delle rivendicazioni sindacale nel completo silenzio dei media, fatta eccezione per le informazioni che arrivano direttamente dalla gente attraverso siti internet come youtube o facebook. Kalima è riuscita a portare questa rivolta sotto i riflettori dei media internazionali.

Related posts

Top