Passpartù 15: il linguaggio del corpo distante

L’Italia è la nazione europea in cui vive il più alto numero di donne che si sono sottoposte a mutilazioni genitali femminili. Nel nostro Paese sono circa 94 mila le donne vittime di avvenimenti scissori, in aumento ogni anno di cinquecento bambine nella clandestinità. Come fare per informare queste donne e incentivarle a farsi visitare o curare?

Oggi in Italia esistono due importanti centri in cui il fenomeno è affrontato quotidianamente. Il primo è a Roma, presso l’ospedale S.Gallicano, che ospita il Centro di riferimento per la Regione Lazio dell’Inmp (Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il Contrasto delle malattie della Povertà); presso questa struttura sono state osservate e curate 4477 donne escisse a diversi livelli: dall’escissione del prepuzio clitorideo all’infibulazione completa con restringimento vaginale. Il secondo è il Centro di riferimento per la prevenzione e la cura delle complicanze delle mutilazioni genitali femminili presso l’ospedale Careggi di Firenze. In questo centro, dove sono state attuate dal 2000 al 2008 127 deinfibulazioni, l’accoglienza è importantissima, come il lavoro di informazione su quello che le mutilazioni comportano.

Da una ricerca presentata dall’Inmp su incidenza, significati e percezioni delle mutilazioni genitali femminili, che ha visto coinvolti migliaia di operatori e mediatori culturali del nostro sistema sanitario, è emersa ancora una forte impreparazione sul fenomeno. “La donna escissa” dichiarano i ricercatori “oltre la sofferenza per gli effetti sulla sfera sessuale e riproduttiva associata ai problemi psicosomatici e disturbi che colpiscono una vasta gamma di funzioni celebrali, subisce quel sentirsi completamente straniera quando anche il linguaggio del corpo è distante”.  Mentre la donna che vive nel proprio contesto sociale è spesso una donna forte, ci spiega il dottor Hussen Omar Abdulcadir, la donna migrante arriva in condizioni disagiate, in cerca di una vita migliore, deve fare i conti con una cultura che non conosce; più ci si allontana dal proprio ambiente culturale più si vive l’escissione come una forma di diversità.

Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo, sta portando avanti la “campagna stopmgf”. Alla campagna ha partecipato anche Audiodoc, associazione di audiodocumentaristi che in Burkina Faso ha aiutato a realizzare prodotti radiofonici da diffondere nelle radio locali legati alla campagna per l’abbandono delle mgf. Tra questi, un audiodocumentario sul ruolo degli uomini, su cosa ne sanno di queste pratiche, e soprattutto su quanto c´entrano nella scelta che ancora oggi tante nonne e mamme fanno sulla pelle delle loro figlie in un paese in cui le mutilazioni sono, per fortuna, diventate un reato.

Ospiti della puntata:  Rahma Mohamed Said, Husen Omar Abdulcadir, Lucrezia Catania, Anna Maria Giordano. Per Nomadi: Francesca Casella

In redazione: Francesco Diasio e Elise Melot
Passpartù è un programma a cura di Marzia Coronati

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