Cos’e` Hamas? Sguardo sul bersaglio di Israele

Lo stato d’Israele ha dichiarato che l’obiettivo della sua offensiva su Gaza e` la distruzione del movimento politico di ispirazione Islamica. I nostri media ci raccontano poco su cosa sia Hamas, il suo progetto politico e di come sia cambiato nel diventare un partito di governo, dopo le elezioni palestinesi vinte democraticamente nel 2006. Secondo i nostri telegiornali si tratterebbe di un movimento estremista islamico, dotato di un braccio armato e colpevole di diversi atti di terrorismo. Nel suo statuto dichiarerebbe come obiettivo la distruzione di Israele e, secondo alcuni giornalisti, persino l’eliminazione degli ebrei in genere. Una rappresentazione con cui non concorda Massimo Capanini, professore di storia del Medioriente all’Universita` L’Orientale di Napoli: Hamas è la costola palestinese dei Fratelli Musulmani, movimento islamico diffuso in larga parte del mondo arabo e non avrebbe nessuna connotazione anti ebraica, nonostante il netto antisionismo. Il partito al potere a Gaza ha in parte cambiato anima e abbracciato un maggiore pragmatismo dopo aver preso parte del processo elettorale del 2006: per fare un esempio, il premier Ismail Hanie lo scorso novembre ha dichiarato ad Al Manar (emittente satellitare di proprietà di Hizbullah) che il vero obiettivo di Hamas non sarebbe la distruzione di Israele quando la liberazione dei territori occupati dallo stato ebraico nella guerra del 1967, un obiettivo in linea con la legalità internazionale quindi. Inoltre il professor Campanini sottolinea che Hamas in qualche modo ha due anime: la dirigenza all’estero, guidata da Damasco dal leader carismatico Khaled Mashal, è su posizioni ben più spregiudicate dalla dirigenza del partito in Palestina, lì dove Hamas ha ruoli di governo ed è guidata da Ismail Hanie.

Quel che appare certo, in questi giorni di guerra contro Gaza, è che il movimento islamico dovesse sopravivvere oppure uscirne con una relativa “vittoria” si troverebbe in una posizione di forza sia verso gli interlocutori interni (Fatah e l’OLP in genere) che verso quelli esterni (Israele e “comunità internazionale”): Hamas non potrebbe essere più ignorata o esclusa dai tavoli di confronto o dalle trattative con chiunque voglia davvero promuovere un processo di pace. Il risultato immediato in seno alla società palestinese e delle società arabe in genere è quello di aver rafforzato l’attaccamento e le simpatie della gente. I “regimi arabi moderati” si sono ritrovati da una parte a condannare l’attacco israeliano, dall’altra a reprimere le manifestazioni di piazza che chiedevano un intervento più incisivo dei governi arabi e che protestavano in particolare contro le autorità egiziane, ritenute complici di Israele per la gestione del valico di Rafah, cioè dell’unico confine esterno della Striscia di Gaza.

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