Gaza: oltre 300 morti in poche ore sotto il “piombo fuso” d’Israele.
A cura di Khaldoun • 29 Dicembre 2008
Dal 27 dicembre sono in corso incessanti bombardamenti dell’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza, ufficialmente in risposta al lancio di missili Kassam da parte di miliziani palestinesi verso le città israeliane. In realtà entrambi i candidati al ruolo di premier nelle prossime elezioni israeliane di febbraio hanno dichiarato esplicitamente l’intento di rovesciare il governo di Hamas e l’enorme sproporzione tra gli attacchi palestinesi e la rappresaglia israeliana è significativa sul vero obiettivo dell’operazione “piombo fuso”. Era dal 1948 che non si contava un numero così alto di vittime in un tempo così breve. Dalle ore 16 saremo in diretta streaming con collegamenti dalla Palestina.
Secondo il rapporto dell’ufficio di Gerusalemme delle Nazioni Unite per i diritti umani, aggiornato alle 16 del 28 dicembre, sono almeno 280 le vittime accertate, 900 i feriti negli ospedali di cui 115 i condizioni critiche. La maggioranza delle vittime sarebbero tra le fila della polizia civile di Gaza, almeno 20 sono i bambini mentre le donne sono 9. Almeno 60 le vittime tra i civili disarmati. La risposta di Hamas è stata il lancio di 100 tra razzi e colpi di mortaio, che hanno causato la morte di un civile israeliano e il ferimento di altri 10. A Gaza le riserve di grano dell’agenzia ONU per i rifugiati sono a zero mentre l’energia elettrica è disponibile per 16 ore al giorno.
Il milione e mezzo di abitanti di Gaza, una delle aree con la maggior densità di popolazione al mondo, si trovava già in una situazione umanitaria disastrosa, come più volte denunciato dalle organizzazioni internazionali, l’assedio israeliano che si è protratto per due anni ha portato al 79,4% della popolazione della striscia sotto la soglia di povertà, ed a un tasso di disoccupazione del 45,5% stando ai dati del Palestine Monitor Factsheet.
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