Iran: sigilli all’organizzazione per i diritti umani di Shirin Ebadi

il 21 dicembre le autorità iraniane hanno fatto irruzione senza mandato e chiuso a tempo indeterminato gli uffici dell’organizzazione per la difesa dei diritti umani diretta dalla giurista e premio nobel per la pace Shirin Ebadi. Il centro è stato accusati di svolgere attività politiche simili a quelle di un partito pur non avendone l’autorizzazione e di essere in contatto con organizzazioni illegali.

Shirin Ebadi, la prima donna musulmana ad aver vinto un premio nobel, ha dichiarato che la sua attività andrà avanti in ogni caso e da qualunque ufficio ed ha messo in guardia sulla possibilità che le autorità fabbrichino prove false, visto che la polizia iraniana non ha fatto un inventario del contenuto degli uffici prima di apporre i sigilli giudiziari.

Oltre alle ONG internazionali in difesa dei diritti umani anche le istituzioni italiane si sono mosse immediatamente nell’esprimere solidarietà alla Ebadi, il senatore democratico Pietro Marcenaro ha convocato d’urgenza una seduta della commissione diritti umani del senato, che presiede. La commissione ha espresso solidarietà, la speranza che l’Italia possa farsi promotrice anche in sede europea di una protesta contro questo atto del governo iraniano e l’auspicio che le forze iraniane che si dicono riformiste facciano udire la loro voce nel protestare contro il provvedimento delle autorità di Teheran, che sembra aprire una campagna elettorale che si preannuncia rovente, in vista delle prossime elezioni presidenziali che designeranno il successore di Ahamadinejad.

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