“Affare Tarnac”: dieci giorni di mobilitazioni

Sono nove le persone sotto accusa per “”cospirazione terrorista” e associazione sovversiva a seguito del blitz dell’antiterrorismo portato avanti dalla polizia francese in tutta la nazione lo scorso 11 novembre. I nove sono ritenuti presunti responsabili dei sabotaggi che avevano paralizzato la rete ferroviaria francese.

Grazie alle nuovi legge antiterrorismo in Francia sono state trattenute in cella per 96 ore senza la possibilità di consultare un avvocato. La madre di uno degli arrestati è stata rilasciata dopo tre giorni senza imputazioni. Gli altri nove sono accusati di “partecipazione ad un’organizzazione criminale con intento terrorista.” Quattro di questi sono stati rilasciati dopo 96 ore e sono liberi, ma sotto custodia. Altri cinque – ad oggi 29 novembre- sono detenuti.

La maxiretata ha avuto come teatro tutta la Francia, ma il fulcro dell’azione dell’antiterrorismo è stato il minuscolo villaggio di Tarnac, nel cuore della campagna francese. Lì vivono cinque delle persone fermate. La polizia avrebbe individuato una connessione con una serie di allarmi bomba contro i TGV – i treni ad alta velocità – risalenti allo scorso giugno e rivendicati con modalità analoghe a quelle usate dalle Brigate Rosse. Secondo il ministro dell’Interno, Michele Alliot-Marie, otto di loro farebbero parte di “movimenti anarco-autonomisti dell’ultrasinistra” con legami in molti paesi europei, tra cui l’Italia.

Molti movimenti si sono attivati in questi giorni a sostegno degli arrestati, e una rete di attivisti sta promuovendo una dieci giorni di incontri, concerti, proiezioni, dibattiti che termineranno con una grande manifestazione nazionale prevista per il prossimo 31 gennaio. “Non solo l’affare du Ternac è un terrbile errore giudiziario” dichiara il comitato di supporto “ma è anche la più flagrante dimostrazione di cosa è diventata la legge nell’epoca dell’antiterrorismo”.

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