Passpartù 10: AAA: mamme straniere in affitto cercasi

Sono 800.000 le badanti straniere in Italia: donne che lasciano la loro famiglia per assisterne un’altra. Una migrazione fisica e emozionale, un trasloco di sentimenti che qualcuno non esita a chiamare “trapianto di cuore globale”.

Spazio poi al terzo appuntamento con il bollettino Fortress Europe, la rubrica a cura di Gabriele Del Grande che ogni mese ci aggiorna su quello che accade nelle frontiere del Mediterraneo. In chiusura, come di consueto, Nomadi, la rubrica dei popoli in movimento che questa settimana si tufferà nelle acque dell’Oceano Indiano per investigare sul popolo nomade pescatore delle Filippine.

Ospiti della puntata: Maddalena Grechi, regista teatrale; Roberto Marchetti, presidente Associazione badanti Nadiya; Gabriele Del Grande, Fortress Europe; Basa Charito, Filipino Women’s Council.

In redazione: Elise Melot; Marzia Coronati

Lo spettacolo teatrale “Trapianto di cuore globale”, in scena in questi giorni al teatro Cometa Off di Roma, è un dialogo sul tema della maternità “a distanza” tra due donne sospese tra il desiderio di tornare nel proprio paese dai propri figli e la voglia di essere riconosciute a pieno titolo nel paese di accoglienza. Gli amari paradossi sottesi a queste situazioni, come la storia di una filippina che per accudire un bambino qui a lasciato i propri figli alla madre che a sua volta lascia i propri figli a una baby sitter, fanno da fil rouge alla trama dello spettacolo.

In base al decreto flussi 2008 firmato lo scorso 3 dicembre, saranno 150.000 i cittadini extracomunitari che entreranno a lavorare in Italia; di questi, oltre 100.000 saranno lavoratori domestici o di assistenza alla persona, che si aggiungerano agli oltre 800.000 già presenti in Italia.

Una degenza annuale nelle case di riposo costa al welfare mediamente 26.000 euro a persona e alle famiglie altri 18.000 euro, mentre prendere una badante a casa costa circa 800 euro al mese, per un totale di 9.600 euro all’anno. Un risparmio per le famiglie di quasi 9.000 euro. Si è cominciato a parlare di “welfare low cost”, una nuova via di gestire l’assistenza di chi non è autosufficiente, che però, dietro al risparmio “apparente” delle famiglie, nasconde molti lati oscuri.
Prima di tutto, le badanti lavorano soprattutto in nero, spesso vivendo in una sublocazione non accertata, mettendo a rischio loro stesse e i propri datori di lavoro. Sono 400.000 mila le lavoratrici in nero, per circa 600 milioni di euro di evasione contributiva, una cifra, per intenderci, di molto superiore al costo erogato dallo Stato per la Social Card.

Questo tipo di assistenza sta prendendo sempre più piede anche a fronte di una incapacità da parte del Servizio Sanitario di rispondere alla domanda sempre più crescente di assistenza da parte degli anziani. Ma le soluzioni ci sarebbero. Secondo l’associazione Nadiya, non solo lo stato potrebbe recuperare questo denaro favorendo l’inquadramento lavorativo di colf e badanti, ma potrebbe anche reinvestire il denaro risparmiato in nuove strutture per l’accoglienza. “Le badanti dovrebbero essere inquadrate come lavoratrici socio-assistenziali, per la loro sicurezza e per quella degli assistiti” spiega Roberto Marchetti.

Nel bolletino mensile Fortress Europe, il giornalista Gabriele Del grande, ci aggiorna su quello che sta accadendo sulle coste del Mediterraneo. 41 vittime nel mese di novembre, rotte sempre più lunghe, addirittura dal Gambia, un focus sulla Libia, dove per la prima volta dei giornalisti italiani sono riusciti a entrare nei campi di dentenzione; e poi il salvataggio eroico dei pescherecci di Mazzara del Vallo che hanno salvato due navi cariche di 650 persone, evitando una tragedia che sarebbe potuta essere immane. e poi la segnalazione di una fotogallery di 180 foto effetuata da un team di fotografi greci nel porto di Patrasso.

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