Croazia: minaccie di morte per Drago Hedl

Il giornalista investigativo Drago Hedl, corrispondente di Osservatorio Balcani, è stato minacciato di morte per le sue inchieste sui crimini di guerra commessi a Osijek contro i serbi tra il 1991 e il 1995.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’ Osservatorio Balcani:
Nuove intimidazioni nei confronti del nostro corrispondente dalla Croazia Drago Hedl. La polizia dispone misure protettive. In uno dei suoi ultimi articoli si era interessato nuovamente al caso Glavaš
Un giornalista investigativo come Drago Hedl viene premiato con i massimi riconoscimenti internazionali per il suo coraggio. A casa sua, però, il rischio che corre è decisamente alto. Non è la prima volta che Drago viene minacciato di morte per i suoi testi di denuncia sui crimini di guerra commessi a Osijek contro i serbi tra il 1991 e il 1995.

Raggiunto al telefono nella sua abitazione Drago ha spiegato che giovedì scorso (27 novembre) ha ricevuto un messaggio anonimo sul suo cellulare. “Ancora tu con i tuoi testi. State attenti, tu e quel Fehir. Non finirà così facilmente. Vi massacreremo. Entrambi salterete in aria”.

Sarà anche un caso ma il messaggio è giunto in coincidenza con la conferenza stampa tenuta a Osijek (città in cui vive Drago) da Branimir Glavaš, deputato del parlamento e accusato di crimini di guerra, il quale ha più volte attaccato Hedl per i suoi testi di denuncia.

“E’ interessante che il messaggio abbia questa coincidenza temporale. Oltre tutto avevo appena scritto un editoriale per lo Jutarnji, in cui rendevo noto che Ante Djapi? al tempo in cui Glavaš faceva lo sciopero della fame gli aveva portato del cioccolato. Glavaš alla conferenza se l’è presa sia con Djapi?, squalificandolo e mettendolo in ridicolo, sia con me per i testi che scrivo”.

Poco dopo, a Drago arriva il messaggio con le minacce di morte. “Alle 13.25 ho ricevuto il messaggio. Va notato che le minacce si riferiscono ai miei testi pubblicati e fanno riferimento ad una delle mie fonti più importanti (Krunoslav Fehir) che ho impiegato per i miei testi di denuncia dei crimini di guerra”.

“Su consiglio del direttore dello Jutarnji – prosegue Drago – ho denunciato il fatto alla polizia. E, secondo la procedura, mi hanno messo sotto scorta per 24 ore su 24. Ho detto che per me era eccessivo, che non era necessario avere la polizia sotto casa giorno e notte, ma hanno insistito”.

Accanto alla casa di Drago staziona un’auto con due poliziotti in borghese che si danno il cambio ogni otto ore. “Mi seguono ovunque. Sia che esca a piedi che vada in macchina. L’altro giorno sono andato al supermercato e uno di loro è entrato con me, mentre l’altro è rimasto in auto ad aspettare fuori. Mi sento un po’ impacciato a lavorare con la protezione della polizia tutto il giorno”.

Le indagini proseguono, la polizia croata è riuscita a risalire al numero di telefono da cui è stato inviato il messaggio, così come al luogo da cui sarebbe stato inviato, nei pressi del centro di Zagabria. “Il problema però – spiega ancora Drago – è che in Croazia non è necessario rilasciare i dati personali per avere un numero telefonico mobile. Quindi non sarà facile risalire a chi ha inviato il messaggio. Adesso la polizia sta cercando di capire se è possibile fare qualcosa tramite il gestore della rete in questione”.

Alla notizia hanno reagito l’Associazione giornalisti della Croazia, le maggiori organizzazioni giornalistiche internazionali, così come Amnesty International. Il comunicato dell’Associazione dei giornalisti croati, firmato dal presidente Zdenko Duka, sottolinea quanto segue: “Siamo scioccati e impauriti dalla nuova minaccia di morte che giovedì pomeriggio ha ricevuto il nostro collega Drago Hedl, editorialista dello Jutarnji list. La minaccia di morte è un’altra della serie di brutali attacchi alla libertà dei media e del giornalismo. Ma ciò che è più importante e più grave è che il nostro collega abbia ricevuto la scorta della polizia per tutto il giorno. Chiediamo alla polizia di rintracciare il prima possibile chi ha inviato il messaggio e di difendere Drago Hedl, il quale per i suoi testi investigativi sui crimini di guerra ha ottenuto premi internazionali”.

Hedl è stato messo sotto scorta dalla polizia 24 ore al giorno per le recenti minacce di morte ricevute. Drago Hedl da anni si occupa di giornalismo investigativo in Croazia. A maggio di quest’anno, la Central European Initiative (CEI) e la South East Europe Media Organisation (SEEMO) hanno nominato Drago Hedl come miglior giornalista investigativo dell’anno.

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