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Passpartù 08: labirinti burocratici

A cura di Marzia Coronati • 28 Novembre 2008

Uno speciale di Amisnet raccoglie voci e testimonianze di chi, a Roma, richiede o rinnova il permesso di soggiorno. Ma se passasse la migliore legge del mondo, con un’apertura totale delle frontiere, esisterebbe una vera società interculturale? Cercheremo di rispondere a questa domanda nella seconda parte della trasmissione, con Edda Pando, di Arci Todo Cambia. In chiusura come sempre, Nomadi, la rubrica a cura di Elise Melot, che questa settimana viaggia ancora in Mongolia.

In redazione:
Fabio Ferri, Elise Melot, Andrea Cocco, Marzia Coronati

Ospiti della puntata:
Edda Pando, Arci Todi Cambia, Gianluc Ventura, ass. Soyombo

Un giorno di routine burocratica negli uffici di Roma. Ottenere un riconoscimento su un pezzo di carta non è cosa facile nel nostro Paese. Ma se le questioni burocratiche non dovessero esistere, si conviverebbe in maniera pacifica? Questa è la domanda che si sono posti alcuni volontari dell’associazione Arci Todo cambia di Milano, e la risposta che si sono dati è “Probabilmente no”. Per costruire una soggettività nuova, che popoli le città dei paesi di emigrazione, bisogna che le persone facciano i conti con la lora storia, con il loro passato, per costruire il futuro.
Per facilitare questo percorso Arci Todo Cambia ha messo in piedi un progetto: l’Università Migrante. Si tratta un corso di formazione gratuito promosso dal Centro servizi per il volontariato di Milano. Undici incontri per imparare a conoscere la propria identità. Edda Pando, migrante peruviana, è tra le promotrici di questo progetto. Edda spiega che l’idea è nata dal bisogno di protagonismo, inteso anche in termini politici, che hanno i migranti.

Mentre nella prima edizione le lezioni erano di due ore, quest’anno si è deciso di farle di quattro: due ore di lezione del relatore e due ore di dibattito. Durante i dibattiti docenti di scuole medie e superiori hanno condiviso le loro difficoltà a insegnare in classi multietniche. Secondo i dati Caritas, gli studenti figli di immigrati aumentano al ritmo di 70mila unità all’anno, e hanno sfiorato le 600mila unità nell’anno scolastico 2007-2008. Sempre secondo la Caritas il sistema scolastico è scarsamente dotato di mezzi per favorirne un inserimento adeguato, specialmente quando il trasferimento dall’estero avviene nel corso dell’anno scolastico. Secondo fonti ministeriali, il 42,5% degli alunni stranieri non è in regola con gli studi, con ritardi scolastici particolarmente accentuati nella scuola secondaria superiore, dove il 19% degli iscritti stranieri ha più di 18 anni.
Per quanto riguarda le università italiane, sono 47.506 gli studenti stranieri iscritti: il doppio rispetto ad appena 10 anni fa ma pur sempre pochi, costituendo solo il 2,6% dell’intera popolazioone universitaria

Il corso, finanziato dal centro sevizi volontariato di Milano, prevede anche una terza edizione nel 2009. Si intitolerà “il lavoro interculturale nella città che cambia identità” e si incentrerà soprattutto sulla realtà milanese e su quelle città “impaurite” dalla presenza degli immigrati. Tra i docenti del corso del prossimo anno, Anna Maria Riveira, militante antropologa che offrirà diversi spunti per costruire un “universale policulturale”. Per informazioni, www.unimigrante.net.

 
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