Passpartù 06: la legge scatola chiusa

Il nuovo decreto di legge 733, ultimo tassello del pacchetto sicurezza. Le principali novità e un focus sui servizi sanitari per gli stranieri. Secondo appuntamento con il report Fortress Europe, il rapporto a cura di Gabriele Del grande che ogni mese ci aggiorna su quello che accade sulle coste del mediterraneo. In chiusura, come sempre, Nomadi, la rubrica a cura di Elise Melot che oggi continuerà a parlare di rom.

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Ospiti della puntata: Marco Paggi, Melting Pot; Salvatore Geraci, Simm; Aldo Morrone, Inmp; Rolando Magnano, Medici Senza Frontiere; Gabriele del Grande, Fortress Europe; Santino Spinelli, musicista.

In redazione: Elise Melot; Marzia Coronati

Il ddl 733 è stato approvato il 5 novembre dalle Commissioni riunite e passa ora all’esame del Parlamento.
Molti gli emandamenti di modifica passati in commissione:
– si introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare, un reato che non comporterà l’immediata incarcerazione, ma un ammenda da 5mila a 10mila euro
– si introduce poi una tassa di 200 euro per tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno
– viene prorogata fino a 18 mesi la detenzione nei centri di identificazione ed espulsione, ex cpt
– sarà richiesta, per l’iscrizione o la variazione della residenza anagrafica, la certificazione dell’idoneità alloggiativa, e la residenza potrà essere richiesta solo dopo dieci anni di soggiorni in Italia
– si istituisce un accordo di integrazione articolato in crediti da sottoscrivere al momento della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno. L’accordo prevede, tra l’altro, un esame di lingua e uno sulle regole fondamentali dell’ordinamento italiano. Se lo straniero non dovesse impegnarsi alla sottoscrizione di questo accordo di integrazione non otterrà il permesso, anche se in possesso del nullaosta all’ingresso per motivi di lavoro rilasciato a seguito delle procedure regolate dal decreto flussi. L’accordo funziona a punti, un pò come la patente. Gli stranieri dovranno acquisire dieci punti, che potranno incrementare attraverso pratiche di buona condotta o al contrario perdere in caso di sanzioni penali, tributarie e amministrative . Nel caso in cui perdano un numero di punti inferiore a 5, saranno sottoposti a corsi di integrazione “volti a coinvolgere lo straniero ad attività socialmente utili”, se invece le decurtazioni comporteranno l’azzerramento dei crediti, è disposta la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione dal paese.

Nel testo non è specificato come saranno questi esami, se ci saranno corsi di preparazione, con quali criteri si decurtano o acquisiscono i punti. In altre parole, spiega l’avvocato Paggi, “bisognerebbe votare una legge a scatola chiusa e poi attendere di scoprire quali saranno i criteri di proporzionalità che il Ministero ritiene di adottare, quali saranno i programmi, le modalità di svolgimento dei corsi di integrazione e soprattutto le condizioni in cui questi corsi dovrebbero essere svolti”.

Alcune proposte della Lega, come l’obbligo di pagamento di tutte le prestazioni mediche, anche quelle da pronto soccorso, agli stranieri irregolari, sta facendo rabbirividire l’Ordine dei medici e non solo. Questa norma infatti, come quella che sancirebbe l’obbligo da parte dei medici di segnalazione alle forze dell’ordine del paziente irregolare, sono considerate da molti giuristi anticostituzionali, andando contro all’articolo 32, che sancisce il diritto alla salute per tutti i cittadini.

Il 31 ottobre scorso Medici senza frontiere ha interrotto il servizio di prima accoglienza sanitaria al molo dell’isola di Lampedusa. L’organizzazione lavorava sul molo dal 2002, ma quest’anno il diniego da parte del governo di approvare un nuovo protocollo d’intesa che garantisse il lavoro di msf ha costretto l’organizzazione a chiudere il servizio. Fino al 31 ottobre si operava sulla base di protocolli sottoscritti dal Ministero dell’interno, l’ultimo è scaduto a giugno nel 2008, e non è stato rinnovato.

Nel report Fortress Europe di questo mese, uno speciale sulla Tunisia e il lancio di una petizione per aprire una Commissione d’inchiesta sulla condizione dei migranti in Libia. Clicca qui per firmare la petizione.

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