Passpartù 05: migrazioni anni ‘80
A cura di Marzia Coronati • 7 Novembre 2008
Italia anni ‘80. Le prime ondate migratorie dopo il boom economico e la chiusura di molte frontiere europee. Un viaggio tra gli immigrati “di prima generazione” e un confronto con l’Italia di oggi, che ha assistito ad un aumento esponenziale degli stranieri: da centomila a tre milioni in meni di trenta anni. In chiusura, “Nomadi”, la rubrica sugli uomini delle tende a cura di Elise Melot che questa settimana si occuperà di musica rom.
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Ospiti della puntata: Laura Gambi, ricercatrice; Therese, mediatrice culturale; Franco Pittau, Caritas; Roman Herzog, giornalista freelance
In redazione: Elise Melot, Marzia Coronati
Laura Gambi ha iniziato a lavorare nel 1989 in un centro di informazione e accoglienza per immigrati extra-comunitari promosso dal Comune di Ravenna. Il primo del ravennate, dopo l’ondata migratoria sulla costa romagnola della fine degli anni ‘80, dovuta anche alla chiusura delle frontiere francesi. Poi le nuove ondate migratorie, le sanatorie, gli immigrati dall’Est Europa. Le persone che si rivolgono al centro aumentano, all’inizio erano solo uomini, ora iniziano ad arrivare anche molte donne. Prima le albanesi, nel ‘91, poi senegalesi, marocchine, nigeriane, bosniache. Laura inizia ad interessarsi alla loro storia; realizza una serie di interviste, con l’obiettivo di scrivere un libro che raccogliesse le storie di vita di donne marocchine, senegalesi e albanesi. Il libro è stato pubblicato nel 1998, con il titolo “Awa che vive due volte”.
Therese, una delle protagoniste del libro, oggi lavora come mediatrice culturale in un centro di accoglienza a Ravenna, dove
i servizi per i migranti sono aumentati a vista d’occhio. Ci sono piu consultori, progetti di riduzione del danno, case per le donne maltrattate. C’è una consulta degli immigrati, quindi una rappresentazione più alta e una più alta organizzazione.
Franco Pittau, curatore del dossier Caritas Migranti, dipinge un quadro della situazione migratoria attuale. “La politica deve fare i conti con una realtà evidente. Il boom dell’immigrazione può essere un fattore positivo, sia per gli stranieri che per gli italiani”.
In provincia di Noto, Sicilia, un corteo ha ricordato i 17 egiziani morti nel Mediterraneo l’anno passato nel tentativo di raggiungere le coste italiane. Roman Herzog, tra i promotori dell’iniziativa, commenta l’evento.
Tags:anni '80, Awa che vive due volte, costa romagnola, dossier Caritas Migrantes, migranti


