Fondi per l’editoria: cooperative e no profit a rischio chiusura

Sono molte le piccole imprese editoriali, le cooperative e le testate no profit che rischiano di chiudere per effetto dei tagli ai fondi pubblici per l’editoria e dalle nuove modalità di distribuzione. Non vengono colpiti i grandi gruppi editoriali, la riduzione riguarderà nei fatti sopratutto le testate indipendenti, quelle legate ai partiti o movimenti politici e le cooperative giornalistiche: sui 414 milioni di € previsti per i rimborsi 2008, 399 andranno ai grandi gruppi fà sapere Mediacoop.
L’ associazione, che riunisce le cooperative giornalistiche,  ha indetto una assemblea straordinaria il 23 settembre e propone un fondo di solidarietà finanziato con l’imposizione dell’IVA sui gadgets allegati ai giornali in edicola che oggi invece godono dello stesso trattamento fiscale dei prodotti editoriali.

I tagli rischierebbero di diminuire il pluralismo nella stampa italiana, già assediato dalla concentrazione editoriale, dato che le testate che non siano legate a grandi gruppi economici e che sono escluse dal grande circuito della raccolta pubblicitaria si troveranno con una forte mancanza di liquidità e con l’impossibilità di mettere nel bilancio i fondi pubblici, di cui si conoscerà l’entità solo alla fine di ogni anno.

Tra le novità introdotte a partire dal 2009 sarà il governo, e non più il parlamento, a decidere riguardo l’ammontare complessivo e i criteri di erogazione, inoltre i fondi saranno accessibili indipendentemente dalla quota di pubblicità nel bilancio delle aziende beneficiarie e il tetto di spesa per i fondi sarà legato alle disponibilità nel bilancio statale.

Secondo il portale dedicato alle piccole e medie imprese, pmi.it,  diverse aziende hanno già annunciato la richiesta dello stato di crisi; 52 soggetti imprenditoriali, composti da 27 giornali editi da cooperative di giornalisti, 12 organi di partito e 13 quotidiani e periodici di movimenti politici, hanno dichiarato che «la soppressione del diritto soggettivo e il mancato adeguamento delle risorse necessarie per l’erogazione dei contributi all’editoria comporterà la loro chiusura immediata».

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