FSMM 2008: dall’industria che specula sui migranti in Asia alle torture made in U.S.A.
A cura di Marzia Coronati • 12 Settembre 2008Proseguono i lavori del terzo Forum Sociale Mondiale delle Migrazioni. Nel centro culturale di Rivas Vaciamadrid, a pochi chilometri della capitale spagnola, migliaia di persone partecipano a seminari, tavole rotonde e conferenze sulle questioni legate alle migrazioni nel mondo.
Vilma Nunez e Jimena Reyes, della Federazione Internazionale Diritti Umani, sezione Americhe, ai microfoni di Red con Voz, raccontano della loro recente esperienza: le due attiviste hanno realizzato una missione di tre settimane, percorrendo una delle rotte dei migranti centroamericani: dal Guatemala al Messico, fino alla frontiera di questo paese con gli Stati Uniti: piattaforma di molteplici violazioni del diritto alla vita. Emerge una situazione di assoluta impunità, violenza e negazione del riconoscimento dei diritti.
Non c’è informazione sui centri di detenzione negli Stati Uniti, non si sa quanti sono e dove sono, e non è possibile entrarci. Ci sono centri senza finestre, senza separazione tra i bagni e le camere da letto, dove l’aria condizionata è posta così forte che le persone piangono per il freddo. In queste carceri ci sono anche bambini di cinque sei anni, che vengono separati dai genitori. Le persone con il cancro sono curate con l’aspirina. Clicca qui per ascoltare l’intervista.
Si fanno pagare fino a duemila dollari per trovare lavoro all’estero, spesso non rispettano le leggi, promettono contratti inesistenti, truffano. Le agenzie private di lavoro nelle Filippine sono solo una faccia dell’”industria migratoria” asiatica. Come nell’Italia di fine ‘800, oggi nelle Filippine sono migliaia gli agenti che reclutano migranti. Fabio Baggio, dello Scalabrini Migration Center: “Le Filippine esportano manodopera per circa un milione di persone all’anno, il compito di trovare lavoro a queste persone è affidato al settore privato: agenzie di reclutamento che si sostentano con i soldi dei migranti. Solo a Manila, esistono 1200 agenzie di questo tipo”. L’intervista a F.Baggio.
Noemi, attivista siciliana dell’Officina Derechos Sociales di Madrid, lavora a una campagna di informazione sui centri di detenzione in Spagna. “Se dovessi consigliare a un migrante che vuole venire in Europa se andare in Spagna o in Italia? Spagna. Anche se i centri di detenzione esistono in entrambi i paesi, le misure di sicurezza italiane sono sicuramente più repressive”. Ascolta l’intervista.
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