FSMM 2008: primo giorno di lavori
A cura di Marzia Coronati • 11 Settembre 2008Più di tremila delegati e delegate da tutto il mondo sono accorsi a Rivas Vaciamadrid per il terzo Forum Sociale Mondiale dei Migranti. Oggi la conferenza inaugurale e la prima giornata di seminari, tavole rotonde e conferenze sulle tematiche migratorie.
Francois Houtart, fondatore del Centro Tricontinental della Università Cattolica di Lovaina e della rivista “Alternatives Sud”, nella conferenza inaugurale del FSMM 2008 parla della necessità di cambiare il modello di sviluppo, per bloccare le migrazioni forzate, sia per cause climatiche che economiche. Clicca qui per ascoltare l’intervento.
Edda Pando, del Consiglio nazionale dell’Arci, è una emigrata peruviana che oggi vivi a Milano. In questa intervista parla del bisogno del protagonismo politico dei migranti. “Smettiamola con l’atteggiamento paternalista” dice Edda, “spesso noi migranti pensiamo che gli europei sono superiori, e ci portiamo dietro questo peso”. Gli italiani e gli immigrati in Italia, secondo Edda, dovrebbero accettare la diversità, e iniziare a lavorare affianco. “La sociologia dell’immigrazione esisterà quando i sociologi saranno migranti”, dichiara Edda citando uno scrittore algerino. “Se domani approvassero la migliore legge sull’immigrazione i problemi di integrazione non si risolverebbero immediatamente”. Per questo Edda oggi sta lavorando a un progetto che si chiama Università Migrante, un corso di integrazione e studio delle identità e delle culture. Ascolta l’intervista.
Sara Prestianni, di Migreurop, ha lavorato a un’inchiesta, proposta dal Parlamento Europeo, sulle condizioni delle persone nei centri di accoglienza, detenzione e transito in Italia, Spagna e Slovenia. Dallo studio è emersa una forte violazione dei diritti umani, condizioni di detenzione disumane, senza contatto con l’esterno e con le associaizoni umanitarie. Abusi di tipo psicologico e fisico sono all’ordine del giorno. IL numero esatto dei centri di dentenzione in Europa non si conosce, e anche se spesso l’ente gestore è il Governo o la Polizia nazionale, accedere alle informazioni su quello che accade dentro ai centri è praticamente impossibile. Migreurop sta lanciando una campagna che ha come primo obiettivo il diritto di accesso ai centri, per entrare, informarsi e informare su quello che accade dentro quelle mura e come obiettivo finale la chiusura dei centri. Ascolta l’intervista a Sara Prestianni.
Farhiya Noor, dirigente del movimento nazionale di base dei migranti somali negli Stati Uniti Somali Action Alliance, è intervenuta alla conferenza inaugurale per accendere i riflettori sul milione di somali che sono stati costretti ad andarsene dalla loro patria a causa della guerra. Queste persone oggi vivono in Europa, Canada e Stati Uniti. Una delle maggiori comunità di migranti somali si trova in Minnesota, l’integrazione in questo stato statunitense è molto difficile: un terzo della comunità somala è composta da bambini, i genitori spesso hanno difficoltà a trovare alloggio e svolgono più di un lavoro, sono frequenti poi le situazioni di famiglie spaccate, che vivono in parte in Africa e in parte negli Stati Uniti. Clicca qui per ascoltare l’intervento di Farhiya.
Mario Cadena, del Plan Migracion Comuncacion y Desarrollo dell’Ecuador, ai microfoni di Amisnet e Red con Voz, ha parlato della migrazione climatica, a causa delle inondazioni nella costa e dell’aridità nell’entroterra. Anche in Ecuador sono stati disboscate intere foreste per piantare palma africana, un agrocombustibile. Il 28 settembre in Ecuador un referendum deciderà sulla nuova proposta di Costituzione.Tra le priorità, la sicurezza alimentare e i diritti dei migranti; 58 articoli sono dedicati al tema dell’immigrazione, uno di questi riconosce che non esistono persone illegali a causa della loro posizione migratoria. Ascolta l’intervista.
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