Libertà di espressione: la Corte europea dei diritti dell’uomo condanna l’Italia

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per aver violato la libertà di espressione, sancita dall’art. 10 della Convenzione. Con la sentenza n° 42211/07 del 17/07/2008, la Crote ha stabilito che il nostro Paese dovrà risarcire 60.000 € per danni e 12.000 € per le spese a  Claudio Riolo, il ricercatore di Scienza politiche, che nel 1995 fu citato davanti ad un giudice dall’avvocato Musotto, che ai tempi seguiva la difesa degli imputati nel processo per la strage di Capaci. La citazione avvenne in seguito alla pubblicazione sulla rivista Narcomafie da parte di Riolo di un articolo che denuciava il doppio ruolo dell’avvocato Musotto nella vicenda in questione.

Come si legge sul sito web www. voglioscendere.il cannocchiale.it, “nel 1994 l’avv. Musotto, allora presidente della provincia di Palermo, assunse la difesa legale di uno degli imputati nel processo per la strage di Capaci (in cui nel 1995 la provincia di Palermo si costituì parte civile).

Per questo articolo, nel 1995 Riolo è stato citato da Musotto davanti al giudice civile, per ottenere il risarcimento dei danni alla sua immagine. Nel 2000 il Tribunale di Palermo ha condannato il dott. Riolo a risarcire il sig. Musotto per aver ecceduto nella sua critica. La sentenza è stata confermata nel 2002 dalla Corte d’appello di Palermo e nel 2007 dalla Corte di cassazione.

La Corte europea dei diritti dell’uomo con la sua sentenza ha ritenuto che in questa vicenda si sia realizzata in Italia un’ingiustificata interferenza col diritto di espressione. La Corte ha anche richiamato e confermato un suo solido orientamento del 1997, secondo il quale il diritto di critica ha un’estensione maggiore nei confronti dei politici, che si espongono consapevolmente al controllo attento dei giornalisti e dell’opinione pubblica sulle loro azioni, comportamenti e dichiarazioni. Le critiche devono essere maggiormente tollerate dai politici e il loro diritto alla riservatezza va sempre bilanciato con l’interesse generale alla libertà della discussione pubblica, mentre “le eccezioni alla libertà di espressione vanno sempre intese in modo restrittivo“.”

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One Comment;

  1. sandra said:

    Vi consiglio di leggere questa storia, il scrittore dopo aver subito tante ingiustizie xenofobe è stato rimptriato dalla germania in italia. Ma lui è nato e cresciuto in germania. Arrivato in Italia è divenuto dopo 6 anni vittimadi una organizazzione per delinquere che lo ha condotto a collaborare con la Giustizia Italiana, mentre contemporaneamete è stato sfruttato dalle forze del ordine italiane e anzichè aiutarlo come promesso (protezione testimone etc.) dopo aver arrestato l’organizzazione, l’hanno abbandonato mentre loro hanno approffitato dalla sua miseria, ricevendo il Grado in più o la lode facile sulla sua spalla della vittima.
    La vittima si voleva rivolgere alla tv per pubblicare la storia e il sfruttamento ricevuto, e guarda caso gli applicano la sorveglianza speciale per reati che non ha mai commesso!!!

    http://storyaboutme.splinder.com/

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