Lodo Alfano: una legge incostituzionale

il pericolo della dittaturaTutti i processi nei confronti di Presidente del Consiglio, della Repubblica, del Senato e della Camera, sono sospesi dalla data di assunzione fino alla cessazione della loro carica o funzione, anche per fatti antecedenti all’assunzione di queste ultime. E’ quanto prevede il cosiddetto Lodo Alfano, diventato legge, il 22 luglio, dopo l’approvazione di Camera e Senato italiani.

La norma viola alcuni principi fondamentali della Costituzione, come l’articolo 3 che prevede che “tutti i cittadini sono uguali dinanzi alla legge”, l’art. 112 che prevede che “l’azione penale è obbligatoria”, ma anche l’art. 111 che invece stabilisce che i processi devono avere una “ragionevole durata”.

Ma non solo, la modifica dei principi di impunità, immunità e di azione penale non può essere effettuata con una norma ordinaria ma solo con una modifica costituzionale. Questo non è avvenuto ed è probabile che la Corte Costituzionale si pronunci in questo senso.

La storia può aiutarci a capire quest’ultimo punto. Con una modifica costituzionale del 1993, infatti, si restaurava l’azione penale nei confronti dei parlamentari, modificando il principio costituzionale che tutelava la capacità di autodeterminazione delle istituzioni politiche. Lo faceva limitando l’azione penale nei confronti di ministri e parlamentari: secondo quanto stabiliva l’art. 68 del vecchio testo, l’autorizzazione a procedere doveva essere cioè approvata dalla Camera. Dopo i fatti di Tangentopoli e l’utilizzo improprio di questo principio, però, l’articolo costituzionale veniva modificato e restaurata l’azione penale anche per i parlamentari. La legge tornava quindi ad essere uguale per tutti. Almeno nella carta. Con il Lodo Alfano, vengono modificati analogamente i principi relativi all’azione penale e all’impunità, ma questa volta ignorando del tutto la nostra Costituzione, che come il Diritto Pubblico insegna è al primo gradino della gerarchia delle fonti. Queste nuove disposizioni potrebbero essere attuate SOLO attravero un procedimento di modifica costituzioanle e NON con una semplice legge ordinaria.

Berlusconi insomma si mostra usuale a bypassaggio e violazione di norme e principi che tutelano la democraticità di uno Stato e la sovranità del popolo. Nessuna persecuzione giudiziaria, quindi, come vorrebbe far credere visto che con tanta leggerezza morale si è riusciti a violare norme e principi fondamentali di proprietà dei cittadini. Con il Lodo Alfano, il processo a suo carico verrà sospeso e andrà avanti solo per i coimputati.

Come successe nel 1994, però, con un’analoga legge approvata dal Governo Berlusconi e definita incostituiznale dalla Corte, si spera che i giudici solleveranno questione di incosituzionalità sulle quali dovrà appunto pronunciarsi la Corte Costituzioanle. Probabile che, se così fosse, si riproporrebbe la giustificazione della persecuzione personale e contro l’operato del Governo e allora starà ai cittadini italiani capire che così non è.

Come insegnano gli storici, dunque, il percorso verso il regime è iniziato, visto che anche nel periodo fascista la trasformazione in dittatura avvenne proprio nello stesso modo, con la rivendicazione dell’impuntità, realizzata attraverso una graduale e legale trasformazione. Certo, il contesto è del tutto differente, possiamo infatti godere di strumenti di tutela esterni come l’Unione Europea e la Carta dei diritti umani, ma resta il fatto che vengono costantemente minati gli strumenti interni di democraticità come quello dell’autorità giudiziaria e della Corte Costituzionale, sempre più neutralizzati dai partiti politici.

Di tutto questo parliamo nell’intervista a Domenico Gallo di Giuristi Democratici.

Le domande:

– cosa stabilisce il Lodo Alfano?

– in cosa si si traduce per Berlusconi?

– quali principi viola?

– è possibile fare un parallelismo con il periodo fascista?

– quali differenze con il periodo fascista (tutele esterne,…)?

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4 Comments

  1. Alice said:

    Il lodo Alfano mi sembra del tutto incostituzionale poichè in Italia esiste una riserva di legge penale di tipo assoluto e solo il procedimento legislativo parlamentare può emanare norme penali. Per questo è auspicabile un intervento della Corte Costituzionale quanto prima. Però non condivo i timori di un ritorno al fascismo, non penso che l’immunità per le più alte cariche dello stato sia del tutto sbagliata, se approvata nel modo corretto: esiste sempre la possibilità di continuare il processo dopo la fine del mandato (che non è ragionevole pensare eterno) e si tratta di un’immunità che potrebbe evitare seri ostacoli alla già difficile gestione dello stato. Se il processo è sempre garantito anche se rimandato e se la misura venisse approvata con legge ordinaria o costituzionale non mi dichiarerei contraria.

  2. Saraga said:

    Alice nel mondo delle meraviglie?
    Torna con i piedini per terra, attenta sei in Italia e con la restaurazione di TANGENTOPOLI all’ennesima potenza.
    Non dimenticare che l’immunità parlamentare è stata tolta proprio per moralizzare il parlamento.
    Oggi proprio quei personaggi che si sono riciclati dai partiti che hanno portato l’Italia nella voragine della crisi economica ed etica sono di nuovo al Governo del Paese e si stanno riprendendo con gli interessi l’immunità del loro LEADER.
    Purtroppo una memoria corta….. cara Alice.

  3. oscar said:

    Sono pienamente d’accordo che il lodo Alfano sia del tutto incostituzionale. Ma la Corte Suprema si è già espressa in merito?
    Oscar

  4. IO said:

    Il lodo Alfano è incostituzionale. Quando gli italiani capiranno che fine sta facendo la nostra Italia per colpa di una classe politica del tutto impreparata? per quanto tempo continueremo a credere alle loro parole , a non vedere i fatti.
    per quante altro tempo continueranno a toglierci quel poco che ci hanno lasciato?
    forse è arrivata l’ora di cambiare? o siamo coscienti del fatto che stiamo entrando a far parte dei paesi più arretrati dell’UE?? Berlusconi ha 72 anni. Il tuo nome, nel bene o nel male, rimarrà nei libri di storia. Ora fatti da parte

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