Greenpeace: rilasciati su cauzione i due attivisti giapponesi

Junichi Sato e Toru Suzuki, i due attivisti di Greenpeace arrestati lo scorso 10 giugno in Giappone, sono stati finalmente rilasciati su cauzione, martedì 15 luglio, dopo 26 giorni di custodia cautelare.
L’accusa era quella di furto di una scatola di carne di balena che gli stessi avevano sottopposto come prova del contrabbando della carne di balena in cui sarebbe coinvolto anche il governo giapponese.

A stabilirne il rilascio, che viene accettato solo nel 10% dei casi in Giappone, è stato un collegio di tre giudici ad Aomori, dopo un tentativo del procuratore locale di impugnare la stessa decisione già presa in giornata. Adesso i due attivisti sono ritornati dalle loro famiglie, in attesa della data del processo che deve ancora essere fissata.

“Siamo estremamente sollevati per il rilascio dei nostri due due attivisti”: ha dichiarato Alessandro Giannì, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia in una nota diffusa oggi dalla sezione italiana dell’associazione. La domanda adesso è: “perché il Pubblico Ministero giapponese ha chiuso la sua indagine sul contrabbando di carne di balena, nonostante le prove schiaccianti presentate da Greenpeace?”

La vicenda risale agli inizi di quest’anno, quando – si spiega ancora nella nota – “lavorando sulle informazioni fornite da un operaio della Kyodo Senpaku – la compagnia che controlla le operazioni della flotta baleniera giapponese – Greenpeace aveva seguito lo scarico di carne di balena contrabbandata dalla nave Nisshin Maru alle abitazioni dei membri dell’equipaggio. Uno dei quattro scatoloni destinati allo stesso indirizzo privato era stato intercettato da Greenpeace per ispezionare il contenuto.

Questo scatolone, contenente carne di balena di prima scelta per un valore di oltre 3 mila dollari – ma contrassegnato come se racchiudesse “cartone” – era stato mostrato in una conferenza stampa il 15 maggio, prima di venir consegnato al Procuratore Distrettuale di Tokyo che ha improvvisamente fermato la sua indagine il 10 giugno, il giorno dell’arresto dei due attivisti”.

L’arresto ha scatenato la mobilitazione di 30 Ong nel mondo che hanno firmato una petizione. Lo scorso lunedì, Amnesty International ha inviato una lettera al Primo Ministro giapponese Fukuda in cui chiedeva a gran voce il rilascio di Junichi e Toru. “Quasi 250.000 persone hanno mandato un messaggio al Governo giapponese per il rilascio dei due attivisti e per la riapertura dell’indagine sullo scandalo del contrabbando di carne di balena, richiesta supportata da 35 proteste di Greenpeace in 31 paesi di fronte alle ambasciate e ai consolati giapponesi.”

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