Genova 2001: la richiesta condanne nel processo Diaz

Anti G8 - Genova 2001In occasione dell’anniversario del settimo anno dei fatti di Genova 2001, la città ligure si prepara ad ospitare, dal 15 al 22 luglio, una settimana di iniziative dedicata alla memoria di quei giorni: una pagina nera nella storia italiana che si sta concludendo altrettanto amaramente.

Gli audio:

Commento alla sentenza. Lorenzo Guadagnucci del Comitato verità e giustizia per Genova

Prossimi appuntamenti giudiziari. L. Guadagnucci

Settimo anniversario dei fatti di Genova 2001. Le iniziative in programma. L. Guadagnucci

Una breve cronistoria di quei giorni. L.Guadagnucci

Come infatti commentare la sentenza arrivata due giorni fa sui fatti di Bolzaneto, la caserma che nel luglio 2001 ospitava gli arrestati nel corso delle proteste Anti G8? In quel carcere, in quei giorni, si verificarono, da parte degli agenti e del personale sanitario, maltrattamenti fisici e morali a danno dei fermati: nessun reato grave per lo Stato e la giustizia italiana che ha pensato bene di emettere una pena di soli 24 anni in totale, dei 76 e 4 mesi e 20 giorni chiesti dai magistrati genovesi Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati. Dei 45 imputati, solo 15 sono stati condannati, dai 5 mesi ai 5 anni, e 30 assolti. Nessun reato di tortura per loro, ma solo condanne legate ad episodi specifici. La pena pi? pesante ? stata inflitta all’ispettore della polizia penitenziaria Antonio Biagio Gugliotta, in quei giorni responsabile della sicurezza di Bolzaneto. Per lui cinque anni di carcere. Il reato? Abuso d’ufficio; solo due anni e 4 mesi invece per Alessandro Perugini, ai tempi vice-capo della Digos di Genova.

Intanto, domani, giovedì 17 luglio, continua anche la vicenda giudiziaria del processo Diaz. I Pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini presenteranno la loro rischiesta di condanne per i 29 imputati. Il processo andrà avanti a settembre per poi concludersi definitivamente ad ottobre. Come per la sentenza di Bolzaneto, anche quella Diaz avrà solo un valore simbolico. Nessuno infatti andrà in carcere visto che da gennaio 2009 queste condanne cadranno grazie all’indulto e alla prescrizione. Stessa cosa varrà per le violenze degli agenti ai danni dei manifestati della Rete Lilliput di Piazza Manin. Cosa diversa invece sarà per il processo di appello per i 25 manifestanti, alcuni dei quali accusati di devastazione e saccheggio. Al riguardo, c’è già stata una sentenza di primo grado nel dicembre scorso ed è l’unico processo che non finirà in prescrizione. Differentemente dai reati contestati agli agenti, infatti, quelli contestati ai manifestanti sono molto più gravi e quindi non prescrivibili.

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