Anti G8: report finale dal Giappone

500Il Contro G8 giapponese, almeno quello tradizionale dei campi, si è concluso mercoledì 9 luglio, con l’ultimo e più partecipato corteo tra le colline di Hokkaido, a pochi km dalla sede del vertice. O meglio, qualche altra azione nei giorni successivi è stata organizzata ma l’attivismo straniero aveva già lasciato la città.

Per i tre arrestati nel corso della manifestazione del 5 luglio a Sapporo, invece, il contro g8 non si è di certo ancora conlcuso. Il giornalista della Reuters è infatti stato rilasciato, ma non è andata allo stesso modo per i restanti tre, ancora in prigione. Il giudice ha infatti per loro optato per l’estensione della pena, che potrebbe raggiungere i 23 giorni totali.

A pochi giorni dalla fine, il bilancio è quello di un contro g8 senza blocchi, forse snaturato, proprio a causa della quantità limitata di attivisti partecipanti. Il movimento giapponese è infatti per la gran parte costituito da anziani e giovani inesperienti; il movimento straniero era invece per lo più assente.

Nonostante fossimo in pochi, l’incontro tra le due realtà è subito iniziato con qualche litigio. La causa, le differenti visioni del vivere la protesta che hanno inizialmente impedito l’organizzazione di azioni condivise. Dopo qualche attrito, però, nessuna rottura definitiva: il movimento straniero si è mostrato responsabile, rinunciando, anche perché rassegnatosi al numero, alla possibilità di effettuare proteste e azioni più forti e non per forza autorizzate.

Un anti G8 light, dunque, ma sicuramente fondamentale per l’estensione del network dei movimenti anti liberisti. Grazie anche a questo, insomma, l’anti g8 del prossimo anno in Italia potrà contare su un movimento disobbediente probabilmente più grande e variegato, il nostro unico strumento di lotta giovanile ai Grandi 8.

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