Iraq: a ottobre una fiera sul petrolio, ospiti d’onore le grandi companies

Il ministero del petrolio iraqeno ha annunciato che il 17 e 19 ottobre si terrà a Baghdad una Fiera del petrolio contestualmente ad una conferenza internazionale. Un incontro per incoraggiare le grandi multinazionali petrolifere ad investire in Iraq nonostante l’assenza di una legge che regoli il settore energetico del paese.

La contestatissima legge sul petrolio iraqeno, fortemente voluta dagli Stati Uniti e scritta in collaborazione con esperti del fondo monetario internazionale, non è riuscita a passare il vaglio del parlamento di Baghdad, anche sotto la spinta di una forte opposizione popolare a quella che viene vista come una svendita della principale ricchezza nazionale.

Per ora il tentativo del governo iraqeno è quello di concludere dei contratti di servizio con cui le compagnie petrolifere dovrebbero fornire il loro know how per aumentare la produzione dei giacimenti già attivi, impianti spesso obsoleti e trascurati a causa dell’embargo decennale e dei cinque anni di guerra. Accordi di breve durata e con margini di guadagno molto più bassi di quanto avrebbe garantito una legge che avesse aperto la strada ai cosidetti “production sharing agreement”, contratti di lunghissimo termine che avrebbero garantito alle compagnie una alta percentuale della produzione petrolifera.

Nel frattempo il governo autonomo della regione curda dell’Iraq ha approvato già da un anno una sua legge regionale sul petrolio e stà già firmando contratti a lungo termine con le multinazionali, suscitando le ire del governo centrale.

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