Anti G8: nessun blocco, pochi gli attivisti

Circa un centinaio di persone hanno preso parte oggi a quella che doveva essere la prima grande giornata dei blocchi del Contro G8 giapponese. Troppo pochi pero’ gli attivisti per poterli realizzare. Il rischio e’ quello di essere arrestati e allora non rimane che rinunciare a farli e optare piuttosto per cortei autorizzati.

Tre le azioni che si sono tenute oggi nei dintorni del Lago di Toya: il corteo degli AINU, la popolazione indigena giapponese, supportata dagli attivisti del campo di Soubetsu; il corteo dei giapponesi membri del partito comunista del camo di Toyuora; e l’azione, poi fallita, di alcuni attivisti giapponesi insieme con i disobebdienti stranieri. Anche nella citta’ di Sapporo si e’ tenuto un corteo al quale hanno preso parte un centinaio di persone, principalmente della Via Campesina.

Per domani e’ invece in programma un corteo autorizzato dal campo Toyuora alla stazione del treno. Li’ e’ poi prevista un’azione di cui ancora non si conoscono le dinamiche: questo e’ quanto si e’ deciso in serata al termine di un’assemblea durata cinque ore.

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Tornando alla protesta di oggi, invece, quello che e’ emerso in maniera evidente e’ il differente modo di vivere e concepire la protesta dei giapponesi rispetto agli stranieri. Ma ecco i retroscena.

Gli attivisti, che erano attesi in realta’ in un migliaio, si sono divisi tra i due principali campi vicino il Lago di Toya: il Toyoura, il piu’ grande e dove si trovano anche tutti gli stranieri, ed il Soubetsu, dove c’erano una ventina di persone.

Il movimento del campo di Toyuora ha dunque cosi’ mostrato la sua frattura, emersa nel corso dell’assemblea tenutasi proprio ieri sera per decidere le azioni dell’indomani. L’impossibilita’ di un accordo tra chi preferiva la via del corteo autorizzato e chi invece preferiva azioni indipendenti si e’ quindi risolta in una divisione.

Nella mattina, una trentina di giapponesi per la gran parte del Partito comunista, sono quindi partiti da soli dal campo per parteciapre alla marcia autorizzata di 10 km dal campo verso il Lago di Toya. Il corteo doveva essere inizialmente di 20 km, seguendo un percorso non diretto verso il Lago e che dunque si concludeva a molta distanza dalla meta. In ogni caso, la pioggia intensa ha fatto si’ che i giapponesi allal fine optassero per una marcia piu’ breve, per poi tornare indietro.

Un’azione insensata secondo il movimento straniero ed alcuni attivisti giapponesi perche’ fatta in accordo con la polizia, lontana dal Lago e quindi invisibile e fine a se’ stessa. Per questo, gli stranieri non hanno alla fine seguito nella mattina, verso le 8:30, il corteo autorizzato ma hanno convocato un’altra assemblea per decidere come muoversi altrimenti. D’accordo con loro anche alcuni giapponesi, tra cui i membri del Legal Team, presenti li’ anche per la necessita’ di un eventuale supporto legale. Anche in questo caso, le difficolta’ interne non sono macate a causa delle forti preoccupazioni da parte dei giapponesi di essere arrestati. Si e’ duqnue dovuto discutere ancora per arrivare alla fine ad una soluzione comune.

L’idea era quella di recarsi alla stazione di Toyuora e prendere il treno per poi scendere alla fermata successiva, appunto quella di Toya, facendo dunque un percorso molto piu’ breve e diretto verso il Lago. La preoccupazione degli attivisti giapponesi era appunto l’assoluta certezza di essere arrestati. A detta dei giapponesi, infatti, gli obiettivi principali delle forze dell’ordine sarebbero stati gli stessi leader giapponesi e per questo questi ultimi hanno chiesto agli stranieri di pensare bene l’azione e non avere atteggiamenti che avrebbero potuto irritare la polizia. La mediazione e’ stata quella di recarsi comunque in stazione, provare a prendere il treno, ed in caso mostrare lo striscione preparato il giorno prima di solidarieta’ vero i 4 arrestati. Inoltre, nel caso di blocchi dalla polizia l’idea era appunto quella di rinunciare e tornare indietro. L’unica soluzione tra l’altro possibile visto l’esiguo numero di partecipanti. All’assemblea, poco prima di muoversi verso la stazione, ne e’ dunque seguita una breve all’aperto, nella quale i giapponesi hanno quindi chiesto agli attivisti stranieri di rimanere per supporto in Giappone per altri 23 giorni, tempo massimo di arresto, in caso i leader giapponesi fossero stati arrestati.

Trovato questo accordo, alla fine il corteo e’ partito ma, sotto una pioggia battente, alla fine, dopo circa un chilometro ha dovuto rinunciare. Ad attenderli infatti una cinquantina di poliziotti antisommossa. A quel punto, come previsto, si e’ cercato di negoziare per poi rinunciare e tornare inditero. A consigliare la scelta, nonostante qualche esitazione sul momento, anche lo stesso Legal Team, certo dell’arresto.

Tornati indietro, l’amarezza era ancora piu’ diffusa di prima. La frattura culturale tra giapponesi e stranieri e’ stata infatti sin da subito evidente. Una volta al campo, alcuni stranieri hanno quini deciso di tornare a Sapporo e abbandonare il campo. Le assemblee comunque continuano ma l’idea sembra essere quella di limitarsi, per i giorni successivi, alle passeggiate autorizzate nel bosco antistante il Lago di Toya.

Contemporaneamente, nel pomeriggio, si e’ tenuta una manifestazione di un centianio di persone a Sapporo, mentre il corteo piu’ riuscito sembrerebbe essere stato quello degli AINU, che hanno supportato gli attivisti del campo di Soubestsu. Questi ultimi poi, al termine del loro corteo, si sono recati al campo di Toyoura per cercare rinforzi.

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One Comment;

  1. Khaldoun said:

    Mi chiedo quanta parte delle differenze che descrive la nostra Valentina Vella sia da ascrivere alla mentalita` giapponese, in generale piu` ossequiosa verso le autorita`, e quanta parte di quelle differenze nasca invece dalla inflessibilita` delle autorita`.

    DI sicuro questa esperienza dimostra che non e` affatto vero che tutto il mondo e` paese e che dobbiamo imparare a confrontarci con le differenze senza dare nulla per scontato e con l’umilta` di non considerarsi nel giusto a priori.

    Grazie a Valentina per le informazioni, aspettiamo con anzia il prossimo collegamento con il Sol Levante

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