Spagna: i diritti fondamentali vanno oltre la specie

In Spagna le “grandi scimmie” non saranno piu` oggetti di proprieta` ma soggetti di diritto. Una direttiva del Parlamento impegna il Governo di Madrid a riconoscere a orango, gorilla, simpanze` e bonobo i diritti fondamentali degli umani, sottraendoli allo sfruttamento e alle sofferenze della vivisezione e degli spettacoli circensi. A ispirare la decisione del Parlamento iberico il progetto “Great Apes“, ideato dai filosofi Peter Singer e Paola Cavalieri, che sostiene che i primati abbiano una individualità paragonabile a quella umana. Dai primati il diritto alla vita e alla libertà dovrebbero poi essere estesi, secondo i due pensatori, a tutti gli esseri sensienti.

La notizia ha causato una aspra polemica. La sezione spagnola di Amnesty International ha espresso il suo stupore per il fatto che si lotti per i diritti delle scimmie quando ancora non sono garantiti i diritti umani a tutti gli uomini e l’arcivescovo di Pamplona, Fernando Sebastian, ha giudicato l’idea ridicola, sopratutto in considerazione del fatto che ancora non si riconoscano i diritti dell’embrione. Per gli animalisti invece la critica riguarda l’argomento portato a sostegno di questa direttiva, che si baserebbe sulle similitudini tra grandi scimmie ed esseri umani anziche` dal diritto degli animali in quanto tali.

In realta` quella spagnola e` una novita` in linea con altri cambiamenti legislativi ingervenuti in altri paesi, come la Gran Bretagna che ha proibito la vivisezione sui primati. La differenza sostanziale e` nel fatto che anziche` proibire una determinata pratica considerata crudele, in Spagna per la prima volta al mondo si vuole riconoscere lo status di soggetto di diritto ad animali non umani.

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2 Comments

  1. anna mastromo said:

    Si rimane purtroppo on una logica strettamente e perversamente antropocentrista. Solo chi assomiglia all’uomo ha diritti. E gli altri esseri senzienti? Devono forse essere maltrattati solo perchè hanno la disgrazia di non assomigliare all’uomo?
    In Spagna si continuano a torturare e massacrare i tori, col pretesto della “tradizione”. Trovo che sarebbe forse più urgente rimediare a questa vergogna. Quindi i diritti fondamentali in una società civile dovrebbero essere estesi a tutti gli animali.

  2. Khaldoun said:

    Se ha ascoltato l’intervista a Paola Cavalieri, le presentavo proprio questa obiezione avanzata da molti animalist:
    non è l’essere simili all’uomo che dovrebbe garantire dei diritti agli animali, quanto il fatto che si tratta di essere senzienti indipendentemente da quanto siano differenti da noi.

    Il progetto “grande scimmia” vorrebbe essere un apripista, un grimaldello con cui infrangere la prima barriera che divide uomini ed animali agli occhi della legge dato che è sicuramente più facile avere empatia per chi ci è più affine. Gli stessi promotori del progetto si augurano che sia solo il primo passo verso un riconoscimento dei diritti più ampio.

    Quanto agli spettacoli tradizionali violenti contro gli animali, si tratta di pratiche diffuse in varie parti del mondo, da noi ci sono palii e feste di paese che coinvolgono animali nella migliore delle ipotesi mettendone a rischio l’incolumità, o i tanti circhi che girano il paese in lungo e largo con animali esotici tenuti in condizioni terribili.

    Ad ogni modo promuovere progetti come quello sulle grandi scimmie non è in contrasto col protestare contro questi spettacoli, i problemi sono tanti ed affrontarli da più fronti può essere una buona strategia.

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