Spagna: i diritti fondamentali vanno oltre la specie
A cura di Khaldoun • 3 luglio 2008In Spagna le “grandi scimmie” non saranno piu` oggetti di proprieta` ma soggetti di diritto. Una direttiva del Parlamento impegna il Governo di Madrid a riconoscere a orango, gorilla, simpanze` e bonobo i diritti fondamentali degli umani, sottraendoli allo sfruttamento e alle sofferenze della vivisezione e degli spettacoli circensi. A ispirare la decisione del Parlamento iberico il progetto “Great Apes“, ideato dai filosofi Peter Singer e Paola Cavalieri, che sostiene che i primati abbiano una individualità paragonabile a quella umana. Dai primati il diritto alla vita e alla libertà dovrebbero poi essere estesi, secondo i due pensatori, a tutti gli esseri sensienti.
La notizia ha causato una aspra polemica. La sezione spagnola di Amnesty International ha espresso il suo stupore per il fatto che si lotti per i diritti delle scimmie quando ancora non sono garantiti i diritti umani a tutti gli uomini e l’arcivescovo di Pamplona, Fernando Sebastian, ha giudicato l’idea ridicola, sopratutto in considerazione del fatto che ancora non si riconoscano i diritti dell’embrione. Per gli animalisti invece la critica riguarda l’argomento portato a sostegno di questa direttiva, che si baserebbe sulle similitudini tra grandi scimmie ed esseri umani anziche` dal diritto degli animali in quanto tali.
In realta` quella spagnola e` una novita` in linea con altri cambiamenti legislativi ingervenuti in altri paesi, come la Gran Bretagna che ha proibito la vivisezione sui primati. La differenza sostanziale e` nel fatto che anziche` proibire una determinata pratica considerata crudele, in Spagna per la prima volta al mondo si vuole riconoscere lo status di soggetto di diritto ad animali non umani.



